“Vincenzo Riccio” Il maresciallo dell’ Aeronautica dimenticato dallo stato

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La storia di Vincenzo ricorda molto quella di tanti altri militari italiani. Nessuno di loro aveva commesso alcun crimine, anzi! Tutti avevano eseguito gli ordini impartiti, tutti avevano rispettato il rigido protocollo sanitario che vigeva all’epoca , facendosi inoculare svariati tipi di vaccini prima di imbarcarsi nelle missioni in suolo straniero.

Dai loro racconti però,  si evince chiaramente che l’ “Uranio Impoverito” ,  utilizzato per aumentare il potere perforante dei proiettili nelle zone di guerra, non venisse mai menzionato come un rischio per la loro salute. Dopo essere rientrati in patria,  purtroppo per molti di loro iniziarono i problemi .



In questi anni, secondo i dati riportati dall’ “Osservatorio Militare”,  oltre ai 366 militari morti per colpa della contaminazione da uranio, ce ne sono altri  7.500 affetti da patologie ad esso ricollegabili.

Malgrado le 130 le sentenze che riconoscano il nesso di causalità», afferma l’avvocato Angelo Fiore Tartaglia, consulente giuridico dell’ Osservatorio Militare e legale di molti dei militari colpiti, la correlazione con le patologie, ancora oggi  viene negata dalle Forze Armate.

Vincenzo continua la sua lotta da 9 anni. All’inizio credeva di riuscire a rientrare in Aeronautica, ma poi ha dovuto fare i conti con la realtà. Il suo “sfogo” sul suo profilo fb, sintetizza perfettamente ciò che gli è accaduto e ciò che tuttora sta subendo.

di  Vincenzo Riccio per “vittime dell’Uranio Impoverito”

Oggi sono esattamente 9 anni da quando fù scattata questa foto, ricordo vivamente il bruciore dei punti che richiudevano la laparotomia, ricordo che non mi arresi, non potevo, avevo 39 anni, fino ad un mese prima lavoravo al Soccorso Aereo ero in Aeronautica da 23 anni non era nelle mie “consegne” mollare!! Rialzarsi da quel letto non fù semplice ma ci riuscii, con tutte le mie forze volevo tornare al mio lavoro.

Come tanti miei colleghi, cosa che scoprii poi in seguito,avevo contratto un cancro a causa dell’esposizione all’Uranio Impoverito durante il mio impiego fuori area, mi trovai improvvisamente, dopo aver speso la mia vita nell’Amministrazione lasciato solo, abbandonato a me stesso ed al mio destino, nulla mi veniva riconosciuto, soltanto sussurrare la parola Uranio negli uffici o nelle Commissioni medico legali provocava imbarazzo e fuggi fuggi generale.

Venni messo alla porta senza un grazie, senza il minimo supporto ne umano ne economico, scoprii nella maniera più brutale possibilè che oltre a non poter mai più essere quello di prima fisicamente, non avevo più il lavoro che amavo non avevo più la dignità.

Vincenzo Riccio

Da allora è questo che mi ha tormentato più di tutto, non avevo più la dignità!

in questi 9 anni ho conosciuto tantissime storie come la mia, moltissime peggio della mia, dove miei colleghi hanno perso la vita, tanti vecchi amici come Francesco, Luciano non ci sono più, tanti nuovi amici conosciuti durante la battaglia per vedersi riconosciuti i diritti come Erasmo, Gaetano, Antonio non ci sono più.

Oltre la sofferenza ed il dolore in tutte queste storie, il denominatore comune è l’ostinata determinazione dell’Amministrazione a non volerci riconoscere come vittime, a negare riconoscimenti, pensioni, risarcimenti, responsabilità, con le più irritanti delle motivazioni, con le più machiavelliche azioni, con i più meschini giochi di parole.



Di anni ne ho 48 adesso, e nessuno mi ridarà quello che ho perso in questi anni, nessuno ridarà il marito a Federica o il Fratello a Mafalda, ma la dignità quella la rivogliamo, oltre tutto siamo stati costretti a mettere in piazza i nostri dolori i nostri lutti le nostre sofferenze per far ascoltare la nostra voce, ognuno dovrebbe essere libero di poter vivere i propri lutti e le proprie sofferenze nel privato delle proprie famiglie, e non esser costretto ad esporli pubblicamente per vedersi riconosciuto un diritto.Ormai noi abbiamo dovuto farlo, ed è anche per questo che dobbiamo dire chiaramente che noi non vogliamo una “sanatoria” noi chiediamo giustizia, la tentazione dei pochi maledetti e subito può essere forte lo capisco,alcune situazioni sono drammatiche, quando ti ritrovi ammalato di cancro e non riesci ad arrivare a fine mese sale forte la voglia di arrendersi,non ci sono hastag che tengano, ma noi vogliamo sapere perchè è successo tutto questo, e se è in atto un tentativo di semplificare il problema Uranio,e risolverlo con il più classico dei “volemose bene” noi non ci stiamo!! i nostri anni di sofferenza non si possono cancellare non si possono semplificare,

Chiediamo che le cose siano fatte per bene altrimenti non si facciano per niente, che questo cambiamento sia reale, e non solo misero trasformismo.





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