Uranio impoverito, un’altra vittima

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È morto mercoledì pomeriggio, 17 febbraio, Francesco Rosito, 46 anni in servizio presso la 46esima Aerobrigata di Pisa. Lo rende noto Domenico Leggiero in un 

COMUNICATO STAMPA
FRANCESCO ROSITO 46 ANNI VITTIMA 327 DELL’URANIO IMPOVERITO
Si è spento al San Raffaele di Milano alle 16:00 di oggi Francesco Rosito, 46 anni originario di Livorno e in servizio presso la 43^ Aerobrigata di Pisa. Varie missioni internazionali, condannato a morire per un cancro contratto quasi certamente per le missioni effettuate all’estero. Sembra essere un momento chiave del follow out dovuto all’esposizione senza mezzi di protezione sui teatri operativi in cui è stato utilizzato uranio impoverito. Lascia la moglie ed i genitori atterriti e distrutti da una malattia che porta via la vita del militare e lascia una lunga scia di dolore e sofferenze a chi resta. Le ha provate tutte Francesco, con l’aiuto e la vicinanza della sua famiglia d’origine ovviamente. Alla vicinanza e collaborazione dei colleghi non vi è stata una risposta delle Istituzioni militari ed anche i famigliari di Francesco dovranno agire per avere giustizia. La morte di Francesco è l’ultima prima di una lunga scia di decessi che inizia a dicembre, ma è anche il primo che avviene durante i lavori della Commissione Parlamentare d’Inchiesta presieduta dall’On. Scanu. Domattina sarà proprio l’Osservatorio Militare a riferire in commissione per portare il proprio contributo in studio, ricerca e sentenze (ricordiamo che sono oltre 40 le sentenze ottenute dall’Avv. Tartaglia e che condannano l’Amministrazione Militare a risarcire famigliari di vittime della ormai conclamata “sindrome dell’uranio impoverito”). 
Non resta che guardare con fiducia i lavori della commissione e sperare, con la collaborazione di tutti, di arrivare ad un risultato che possa dare fiducia e speranza al personale che ha operato e che continua ad operare all’estero.
ROMA 17 febbraio 2016
OSSERVATORIO MILITARE
DOMENICO LEGGIERO
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