Truffa allo Stato e all’amministrazione militare, falso materiale e ideologico, Maresciallo nei guai

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Non era sempre in caserma. Poteva non arrivare all’ora indicata o essere da un’altra parte. Truffa allo Stato e all’amministrazione militare e falso materiale e ideologico sono due delle contestazioni della procura al maresciallo Cosimo Fanigliulo. I controlli incrociati hanno fatto rilevare che, in almeno 13 casi, avrebbe dovuto essere al lavoro a Mel e invece era in località fuori della provincia di Belluno, sulla Pontebbana, sul Terraglio o nel Feltrino. Nei memoriali sono indicati orari d’inizio anticipati, rispetto all’effettivo ingresso in caserma. Diceva di essere presente, ma si trovava in località anche al di fuori del territorio di competenza.

I falsi riguardano anche un’annotazione di servizio, nella quale ha riportato il contenuto di una telefonata con un vigile urbano di Lentiai, nel corso della quale quest’ultimo l’aveva indicato come testimone a proposito di una controversia tra

la moglie e una terza persona. Ha attestato che il vigile si era espresso in maniera minacciosa e ostile nei confronti dell’uomo, al punto di accertarsi se questo possedesse delle armi. L’agente della polizia locale è quello che ha accertato la famosa multa del 18 settembre 2013. (g.s.)

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