Tenente Colonnello della GDF si suicidò in ufficio, La moglie non ci crede e la vicenda finisce in Procura

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«Mio marito non aveva alcuna ragione, familiare o lavorativa, per togliersi la vita. Saremmo dovuti partire per una crociera e aveva già comprato una giacca nuova per la cresima di nostro figlio. Una giacca che conservo ancora nell’armadio, con l’etichetta». Barbara Basciano, vedova del Tenente Colonnello Omar Pace, non crede all’ipotesi del suicidio e ha presentato una denuncia contro ignoti chiedendo la riesumazione del corpo e, soprattutto, la verità.

L’ufficiale della Guardia di Finanza, in servizio operativo presso la Direzione Investigativa Antimafia, venne trovato nella sua stanza al Polo Anagnina in un lago di sangue la mattina dell’11 aprile scorso. Il colpo alla testa, esploso con la propria pistola d’ordinanza, non lasciò molti dubbi agli investigatori da subito convinti a seguire la pista del suicidio. Accanto al corpo trovarono una lettera di tre pagine mai consegnata alla moglie, nella quale l’uomo avrebbe spiegato il periodo difficile al lavoro, le sue preoccupazioni e l’impossibilità di sopportarle.

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