Svezia, il capo dell’esercito: “Crisi immigrati? Presto sarà guerra”

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In Svezia la crisi relativa agli immigrati si sta facendo sempre più aspra. Dopo il terribile episodio di violenza sessuale di gruppo da parte di alcuni rifugiati ai danni di un bambino di soli 10 anni (la situazione era talmente disperata che persino la polizia fu costretta a fuggire) e l’uccisione di un’operatrice 22enne ad opera di uno dei rifugiati del centro profughi (un 15enne), sono arrivate le parole dure del capo dell’esercito svedese a confermare quanto la situazione sia sempre più delicata.

Il generale Anders Brannstrom ha infatti puntato il dito contro la gestione della situazione globale da parte degli organi politici, collegata ai maggiori conflitti internazionali ed al problema degli immigrati. Brannstrom, nello specifico, ha affermato che: “La situazione globale che stiamo vivendo, e ciò è reso chiaro in particolar modo dalle decisioni strategiche della politica, ci porta alla conclusione che entro pochi anni saremo in guerra“.

Le dichiarazioni del generale, raccolte dalla testata svedese Aftonbladet, fanno riferimento principalmente alle due maggiori crisi internazionali in atto in questo momento: la guerra contro l’Isis e l’invasione dell’Ucraina. Tra le avvisaglie maggiori, ci sono proprio le scelte strategiche della politica in merito alledisposizioni date all’esercito.

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