Suicidi sospetti tra i soldati britannici, sono 23 dall’inizio dell’anno




Le Forze Armate inglesi  nel 2018 devono confrontarsi con un bilancio a dir poco sconvolgente. Dall’inizio di quest’anno  23  ex soldati britannici si sono tolti  la vita. Secondo l’opinione pubblica, tutti  sarebbero stati affetti da PTSD ( Disturbo Da Stress Post traumatico) o da depressione.

Secondo  l’ ex sergente Trevor Coult, intervistato dal Mirror, sarebbe in atto una vera e propria epidemia di suicidi tra ex soldati, sempre a detta del sottufficiale ,  sono più i militari che muoiono togliendosi la vita che quelli morti nelle missioni contro i talebani in Afghanistan.




Solo nelle ultime sei settimane,otto ex militari inglesi si sono tolti la vita,   tre negli ultimi cinque giorni.  L’ipotesi che si va via via affermando  è che tutti siano stati affetti o dal PTSD o dalla depressione.

L’ultimo ad uccidersi  è stato il 32enne Jamie Davies, un ex cecchino del Royal Regiment of Scotland, che ha prestato servizio in Iraq e Afghanistan. Padre di due  bambini, prima di uccidersi  ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un video in cui descriveva i suoi problemi.

Nelle Forze Armate inglesi è possibile arruolarsi a tempo determinato. Il percorso di formazione dura 4 anni ed è rinnovabile per ulteriori 4 anni. Si può lasciare il servizio in qualsiasi momento con un preavviso minimo di 12 mesi. Con la formazione e l’esperienza si può ambire a salire di  grado ed entrare nelle unità specializzate.

Gli  ex soldati stanno chiedendo l’avvio di un’ indagine per comprendere cosa realmente stia accadendo, ma il  Ministero della Difesa britannico sembra non ascoltare le richieste e invita le  “persone in difficoltà” ad avvalersi del supporto di salute mentale offerto dalle strutture militari.

Già lo scorso anno il Mirror  aveva reso noto  che il 70% dei suicidi nelle Forze Armate inglesi vedeva coinvolti soldati da poco congedati.   189 Militari inglesi si tolsero la vita dal 2002 al 2017, e la maggior parte di essi aveva maturato esperienza nelle zone di guerra contro l’Isis, sia in Iraq che in Afghanistan.




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