Strade sicure Marocchino tenta di incendiare mezzo dell’ Esercito italiano

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Un uomo di origini marocchine è stato sorpreso mentre versava del liquido infiammabile su un mezzo dell’ Esercito Italiano utilizzato nell’ambito dell’operazione Strade Sicure nella città di Roma, nei pressi del Vaticano.



L’uomo è stato sorpreso dai nostri militari mentre era intento a cospargere un VM90 con un liquido infiammabile contenuto in una bottiglia. Un passante ed un venditore ambulante vista la scena, hanno avvisato i militari appartenenti al corpo dei Granatieri di Sardegna.

L’ uomo è stato messo a terra e reso innocuo con una tecnica di combattimento militare, il cosiddetto ‘mcm’. Successivamente è arrivata una pattuglia della Polizia ed è stato trasferito in questura. Il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha ritenuto opportuno commentare l’episodio nella propria pagina Facebook:



Oggi un uomo di origini marocchine si è avvicinato a un mezzo dell’Esercito dell’operazione #StradeSicure in postazione fissa in prossimità del Vaticano e gli ha lanciato contro del liquido infiammabile.
I nostri soldati sono immediatamente intervenuti e hanno bloccato il soggetto prima che potesse tentare altro, ovvero utilizzare un accendino e innescare le fiamme.
La mia vicinanza ai due militari, i miei complimenti per la prontezza e l’efficacia con cui hanno reagito.
Ma lasciatemi anche dire che ognuno di noi, ogni singolo cittadino dovrebbe ringraziarli, perché quello di oggi è un episodio, come ce ne sono stati altri in passato, che esalta la straordinaria professionalità dei nostri uomini e delle nostre donne in uniforme.
Quando camminate in una strada, quando attraversate una piazza e vedete una pattuglia di “Strade Sicure” in servizio, fermatevi e ringraziateli.
Passano giorno e notte a vigilare per la nostra sicurezza, lo fanno impiegando ogni singola energia, sacrificando il loro tempo, i loro spazi, a volte le proprie famiglie. Sono lì perché ognuno di noi si senta più sicuro e per lo stesso compito che sono chiamati a svolgere, mettono a rischio la propria vita.
Ognuno di noi ha il dovere di dirgli grazie. Io l’ho appena fatto, li ho chiamati al telefono pochi minuti fa. Iniziamo a farlo tutti, ogni giorno: grazie!




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