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Storia dell’ex capitano di marina che ha dato fuoco alla sua casa

Prima la morte della moglie, poi quella del figlio, quindi lo sfratto dall’appartamento, intestato al figliastro, nel quale aveva vissuto i suoi anni felici. Dev’esserci tutta una catena di dispiaceri all’origine del folle gesto che mercoledì sera ha portato un pensionato di 72 anni a dar fuoco alla sua abitazione, per poi togliersi la vita con un colpo di pistola alla testa.

L’anziano, ex capitano di Marina, viveva al primo piano di una palazzina signorile di Curno, in via Lazio 4. Una persona riservata, discreta, gentile, a detta dei vicini. La sua solitudine era alleviata da Chicco, il suo amato gatto, e dalla cortesia delle altre persone che vivevano nello stabile.

Il pensionato era particolarmente legato a una ragazza che viveva al piano di sopra insieme alla famiglia. Lei lo chiamava «nonno», lui le voleva bene, tanto da trasmetterle la sua passione per i libri. «Ne aveva tantissimi e li scambiava con la ragazza – racconta una vicina – Siamo tutti sconvolti per quanto successo, soprattutto lei».

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