Sottocapo della Guardia costiera rinviato a giudizio

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LIDO. Il suo telefono era intercettato perchè i carabinieri del Ros lo controllavano sospettandolo di essere legato a una famiglia della ’ndrangheta calabrese, così avevano ascoltato quel colloquio con un sottufficiale della Capitaneria di Porto che lo avvisava che i suoi colleghi sarebbero arrivati per i controlli nei giorni a venire. E domani l’imprenditore lidense di origini calabresi Antonio De Martino e il sottocapo della Guardia costiera Antonio Cairo dovranno comparire davanti al giudice veneziano Roberta Marchiori: il pubblico ministero Paola Tonini, infatti, ha chiesto il loro rinvio a giudizio con l’accusa per entrambi di rivelazione e utilizzo di segreti d’ufficio.

L’imprenditore, difeso dall’avvocato Renato Alberini, però, non vuole finire in un’aula del Tribunale e ha già chiesto di essere processato subito dal giudice dell’udienza preliminare con rito abbreviato. Cairo, difeso dagli avvocati Augusto Palese e Gian Luca De Biase, punta invece a ottenere la messa in prova.

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