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Sindaco esclude dal corso per la Protezione Civile il Mareciallo dell’Arma È polemica

Niente corso della Protezione Civile per i carabinieri. Maresciallo viene escluso dalla frequenza del corso per la presunta incompatibilità con un articolo del regolamento comunale di Cava Dè Tirreni. Il militare escluso agirà per vie legali contro il Sindaco


Niente corso di Protezione civile per i militari. Almeno questo impone uno stravagante regolamento comunale di Cava de’ Tirreni. Forse il Sindaco, escludendo il maresciallo dell’Arma,  non si aspettava tanto clamore mediatico, invece sono iniziate a piovere dure critiche nei suoi confronti. Il gesto non è per nulla simpatico agli ambienti militari e,  ci duole dirlo,  appare come un tentativo di “separare” l’ambiente militare da quello civile.

Tesi avvalorata dal fatto che il Maresciallo in questione è stato già volontario ma anche istruttore in precedenti corsi durante il mandato del precedente sindaco  Marco Galdi nonché proprio durante l’attuale amministrazione Servalli, di cui conserva un meritato encomio per i servizi resi alla città. Si apprende dall’occhiodisalerno  che “in occasione del corso di formazione 2019 per nuovi volontari della Protezione civile del gruppo comunale diversi sono stati gli episodi spiacevoli che lasciano perplessi in quanto diversi aspiranti volontari hanno visto bocciata la propria domanda di adesione al corso e tra essi addirittura appartenenti ed ex appartenenti delle forze dell’ordine”.


Tra questi,  anche il maresciallo dell’Arma  D.S,  escluso , a detta del sindaco Enzo Servalli, in quanto incompatibile con l’articolo 7 del regolamento comunale che “vieta di svolgere nelle vesti di volontari di Protezione civile, alcuna attività contrastante con le finalità indicate, né svolgere attività e compiti propri di altri enti che concorrono alle operazioni di Protezione civile”.

A detta del primo cittadino, chi svolge il ruolo di volontario non può indossare la divisa per esempio dell’Arma ed espletare la succitata attività . Per nulla convinto, anzi per niente,  il  maresciallo dell’Arma ha deciso di ricorrere alle vie legali .Secondo il suo avvocato la decisione del sindaco dal punto di vista formale è carente di motivazione e che non si è dinanzi nemmeno ad un atto amministrativo come previsto dalla legge 241/90 poiché l’esclusione di D.S non è stata né comunicata entro i 30 giorni dalla presentazione della domanda né tantomeno è stata motivata e secondo i dettami della legge il maresciallo aspirante volontario è a tutti gli effetti iscritto al corso visto che l’esclusione è nulla.

Una vicenda questa che deve costringere ad una attenta riflessione vertici civili e militari, facendo in modo che casi come questo non si ripetano mai più.


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