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Sindacalizzazione piena delle forze dell’ordine e delle forze armate

Il dibattito sulla riorganizzazione del sistema sicurezza a 36 anni dalla legge di riforma 121/81 e le polemiche legate allo scellerato accorpamento del Corpo forestale dello Stato con l’Arma dei Carabinieri e alla relativa militarizzazione, pongono più che mai con forza la necessità di una libertà sindacale piena che in maniera anacronistica e, direi, anticostituzionale viene oggi ancora negata ai tutti i lavoratori in divisa, non solo a coloro che portano le stellette.

Recentemente ho partecipato a un’interessante tavola rotonda organizzata dall’associazione Ficiesse che da anni si batte con coraggio e determinazione per una riforma della rappresentanza militare in senso democratico nella Guardia di Finanza, supportata in questa battaglia proprio dalla Cgil che ha recentemente presentato un reclamo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali.

Ai più giovani è bene ricordare che tutti i diritti e le prerogative faticosamente ottenuti e che oggi diamo per assodati sono stati conquistati con una grande battaglia del sindacato confederale e della Cgil in primis che ha portato alla citata riforma del 1981 e all’introduzione del principio di libertà sindacale, pur “separata”. Un concetto, quest’ultimo, sul quale vorrei soffermarmi e che è alla base del mio ragionamento.

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