Si sente vessato dal carabiniere: lo filma e gli promette una denuncia. Condotta non punibile

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Armato di telefono cellulare. Obiettivo puntato sul carabiniere, in procinto di redigere un “verbale”. Esplicita l’intenzione dell’uomo: filmare il militare – all’interno della caserma, per giunta – e poi utilizzare il video a corredo di una denuncia.
Condotta sicuramente poco ortodossa, ma non catalogabile per la Corte di Cassazione come “minaccia a pubblico ufficiale”.

Telefonino. A dare il ‘la’ alla vicenda un controllo in strada effettuato dai Carabinieri, anzi, più precisamente, la «contravvenzione» nei confronti del «conducente di un’autovettura». Pochi giorni dopo il «proprietario del veicolo» si presenta «in caserma», munito di «carta di circolazione», per chiarire la propria posizione.
Di fronte alla irregolarità – «mancata revisione» dell’automobile – contestatagli dal militare, però, l’uomo reagisce in maniera scomposta: prende il telefono e intima al carabiniere «di stare attento, perché lo stava filmando» e di «non fargli il verbale», preannunciandogli poi una «denuncia».
Per i giudici d’Appello, contrariamente a quanto stabilito in Tribunale, l’uomo è responsabile di «minaccia a pubblico ufficiale». Conseguente la condanna a «2 mesi e 20 giorni di reclusione».

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