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Roma, i carabinieri-spacciatori: “Dove annamo a pippa’ stasera?”

Tre strisce di cocaina tirate dentro la gazzella su cui era piazzata una cimice: “Dobbiamo mettere nel grottino (la caserma) una busta uguale a quell’altra”. I verbali, un intercettato: “Fanno finta di fare le perquisizioni e invece ti rapinano piegandoti alle loro regole”.

“A Torpignattara Santarelli (il brigadiere capo, ndr) lo chiamano “er Puffo” ed è quello più cattivo della squadra di via In Selci”. Così il fratello di uno spacciatore. “Quello che hanno fatto mio fratello l’hanno fatto a un sacco di gente, tanto che le chiamano le rapine col distintivo. Fanno finta de fa perquisizioni e invece te rapinano, piegandoti alle loro regole, tanto la parola di un carabiniere vale più di quella di un pregiudicato. Sono sempre loro”, prosegue il fratello dello spacciatore. I 4 carabinieri gli hanno sottratto 43mila in contanti, due chili di hashish, sostituite con piccole dosi che i militari hanno tirato fuori da uno zaino loro, e verbalizzato. Non la spacciavano solamente la droga che requisivano, la assumevano anche i carabinieri di via In Selci.
“Dove annamo a pippà stasera? C’ho tempo fino a mercoledì che poi devo smette tre giorni prima che me devo operà per le analisi “. Il maresciallo Marrone, classe ’65, è nell’auto di servizio con l’appuntato De Cristofari. E’ l’8 giugno, sono le 18.34. Si avviano verso casa di Benedetti, che custodisce per loro la droga. Marrone è un fiume in piena, non resiste, ferma l’auto in via Portuense e sniffa tre strisce di cocaina. “Aaaahhh start e stop”, esclama. La cimice che è installata sull’auto di servizio che i 4 usano per muoversi capta ogni respiro.
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