Riaperto il caso del Carabiniere rapito e ucciso – 3 indagati

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Malgrado siano passati 31 anni dall’uccisione di Pier Paolo Minguzzi ,carabiniere 20enne morto dopo essere stato rapito,  la famiglia non ha mai smesso di cercare la verità . Due anni fa infatti i familiari hanno chiesto all’ autorità giudiziaria di riaprire il caso e sono stati ascoltati.

Il giovane carabiniere proveniva da una famiglia benestante di imprenditori di Alfonsine, piccolo paese in provincia di Ravenna. Scomparve misteriosamente dopo aver trascorso una tranquilla serata in compagnia della ragazza. Da quel momento , dopo averla accompagnata a casa, di lui si persero le tracce.

La madre non vedendolo rientrare a notte inoltrata chiamò i colleghi . Poco dopo fu ritrovata la sua auto, una Golf rossa,  con le chiavi ancora inserite ed il sedile di guida in una posizione diversa da quella utilizzata dal giovane.

Le indagini accertarono immediatamente che si era al cospetto di un rapimento.A conferma della teoria, arrivò la prima tragica telefonata, con la quale i rapitori chiedevano un riscatto di  300 milioni di lire. il ricatto continuo per alcuni giorni, poi il silenzio.

Il primo maggio del 1987  il giovane carabiniere venne trovato privo di vita nel Po di Volano, in località Ca’ Rossa di Codigoro. Mori strangolato da una corda attaccata ad un’inferriata. Il corpo fu notato da alcuni canoisti.



Nello stesso periodo, un altro imprenditore fu  vittima di un tentativo di estorsione. I  malviventi anche per lui chiesero  300 milioni, ci fu una trattativa ed un tentativo di consegna. Purtroppo ci fu una sparatoria e perse la vita un altro carabiniere. In quella circostanza, vennero processate e condannate tre persone ma non furono trovate analogie con la scomparsa del carabiniere 20enne.

La vicenda , molto complessa, ancora oggi è irrisolta, ma con le innovazioni tecnologiche , potremmo presto assistere a risvolti clamorosi.Infatti ci sono  già tre indagati.Si tratta di un 54enne originario di Gela (Caltanissetta) da tempo residente a Pavia, di un 55enne di Ascoli all’epoca carabiniere nel Ravennate e un idraulico 62enne di Alfonsine. Tutti e tre, già formalmente avvisati, devono rispondere di sequestro di persona, di omicidio e di occultamento di cadavere. Con molta probabilità,  il corpo del militare verrà riesumato e sottoposto ad analisi approfondite.



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