Rapina sala slot per scommettere ancora: arrestato carabiniere ludopatico di 56 anni

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Sono ormai note le tristi vicende relative alla “ludopatia”, male che affligge una buona fetta della popolazione italiana. Purtroppo , a volte, anche i militari rimangono vittime inconsapevoli di questa irrefrenabile corsa all’oro e per molti vi è un inesorabile declino psicologico.

Quando poi apprendi che è stato un maresciallo dei carabinieri di 56 anni a rimanere vittima di questo male, quindi con oltre 30 anni di carriera alle spalle,  comprendi che probabilmente qualcosa “non quadra” anche sotto il profilo “assistenziale”   . Il militare in questione , tra l’altro, aveva rubato cinquemila euro per rigiocarsele in una sala slot limitrofa.



La rapina era avvenuta lo scorso 10 aprile nella sala Slot Atlantic City a Occhiobello. Il militare  era entrato nella sala Vlt col volto coperto dal passamontagna e puntando un coltello contro una delle  dipendenti si era fatto consegnare i 5mila euro d’incasso.

Dopo oltre un mese di indagini, gli stessi carabinieri  hanno riconosciuto nell’autore del gesto un loro collega. Grazie alle immagini acquisite dalle telecamere di video sorveglianza , è stato possibile risalire al militare per la presenza della sua station wagon Toyota riportante targa straniera, parcheggiata nei pressi della sala giochi.

Il maresciallo L.B. è stato congedato da qualche giorno per motivi sanitari, ma al momento  della rapina era ancora in servizio, anche se era in aspettativa per motivi medici. Le indagini  che hanno portato al suo arresto , lo avrebbero sorpreso poco prima che entrasse nella sala Vlt, mentre era intento a cambiarsi gli indumenti.



Arrestato e condotto nel carcere di Ferrara “Costantino Satta” ,è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia della dottoressa Varotto, in procura a Rovigo, durante il quale si sarebbe dichiarato assolutamente estraneo ai fatti.

Dopo alcuni giorni, da quanto si apprende da La Nuova Ferrara, evidentemente incastrato dai filmati e forse sinceramente pentito del gesto,   avrebbe ammesso le proprie colpe: “SI sono stato io! Ho fatto una cavolata” avrebbe dichiarato agli inquirenti.




 

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