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Quattordici ore senza fermarsi: la giornata di un vigile del fuoco

Sveglia alle sette, colazione ai bambini, caffè, bacio alla moglie e….via verso una nuova avventura. Monto in servizio alle otto con maglietta nuova, divisa nuova, sbarbato, pronto a dare una immagine giusta dei pompieri.

Squilla il telefono….brucia ancora sulle alture presso il “Passo del Bracco”, prendo la borsa e pronti verso il soccorso!!! Controllo il portafoglio vuoto e penso….”già ho lasciato i soldi per la bolletta”….giusto, niente caffè oggi, speriamo che sia breve. Arrivo sul posto e la situazione è seria, inizia la giostra quella del fuoco in aiuto ai cittadini, mi sembra di conoscerli tutti, mi chiamano per nome….pompiere!!!

Alle 12 inizio a sentire la stanchezza, guardo il capo squadra, lui mi risponde con lo sguardo…allora continuo senza problemi. Arrivano le 14, le gambe mi mollano, guardo nuovamente il capo e finalmente pausa pranzo. Osservo la squadra sfinita, età media 50 anni, mi siedo sul ciglio della strada e mangio il lauto pranzo offerto dalla protezione civile marcato “Coop”, apro il sacchetto, mi si stringe lo stomaco, due panini uno yogurt, una banana e una bottiglietta di acqua. Due parole con i colleghi….richiudo il sacchetto e si riinizia a ballare. Alle 16 la situazione sembra rientrata… finalmente destinazione caserma.

Appena dentro “casa” controlliamo i mezzi, li reintegriamo e mi siedo sul divano. Riprendo fiato e finalmente mi riposo un attimo….si un attimo perché squilla il telefono!!! Si riparte per un incidente stradale, via a tutta velocità. Mentre sono sul mezzo, guardo i miei colleghi e mi viene un nodo alla gola, li vedo stanchi ma io, che sono il più anziano, non posso mollare e allora tengo duro.

Finito l’incidente stradale si rientra, finalmente il sole cala, la temperatura diventa meno calda ma nuovamente ci dirottano per assistenza elicottero VVF. Via di nuovo, sirene spiegate e finiamo anche questo intervento, infine si rientra. Penso dentro di me: “sono proprio stanco” e per tirarmi su il morale rifletto sui figli unico scopo della mia vita. Mi butto sul divano e mi addormento, ma alle 19,20 squilla quel maledetto telefono, pronti e via verso un altro incendio di bosco!!!

Ora sul mezzo non guardo più i miei colleghi, ho lo sguardo fisso sul pavimento del camion. Chiamo mia moglie e la avviso che non rientro per cena. Arriviamo sul posto, brucia una casa fortunatamente già evacuata. Si buca una gomma su un mezzo mentre l’altro perde gasolio, un disastro ma nulla è perduto. Facciamo una tubazione e cerchiamo di arginare l’incendio. Alle 22 arriva il cambio personale.

Sono 14 ore che non mollo con mezzo panino, finalmente si rientra ed arrivo in caserma, mi faccio una doccia e vado in mensa…..tutto chiuso, cena saltata. Rientro a casa, sono le 24, tutti dormono, mangio qualcosina in silenzio, bacio i bambini e mi infilo a letto con mia moglie e penso a quante pacche sulle spalle ho preso oggi e quanto mi piace questo maledetto lavoro, allora rido e mi giro verso la finestra e trovo tutti i post it con le bollette da pagare, il mutuo, i libri di scuola….Mi prende un mal di stomaco e mi viene voglia di telefonare al Presidente del Consiglio Renzi per spiegargli cosa rappresentano gli abbracci che do ai miei figli e cosa sono nella vita reale, quindi non dormo più per l’angoscia che un nuovo giorno arriverà identico a quello passato.

Penso al mio collega pompiere Thomas di Amburgo e ai suoi 3500 euro che prende al mese, più alloggio. Lui vive in una città con il costo della vita minore di Milano e rischia come me con qualche pensiero in meno!!!

Usb Vigili del fuoco Genova

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