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Punito a 2 mesi dalla pensione per 4 rondelle da un centesimo l’una

Capita spesso di assistere a provvedimenti sanzionatori paradossali, ma questo è un caso ancora piú bizzarro e proviene proprio da quel mondo purtroppo noto alle cronache per malmenamenti ai danni di agenti da parte dei detenuti,  o peggio ancora, per un tasso altissimo di suicidi, il mondo della Polizia Penitenziaria



Ne abbiamo sentite tante, insieme ne abbiamo discusso, le abbiamo commentate nei social, ma quando ci si trova di fronte ad un agente penitenziario andato in pensione da due mesi  e vieni a sapere che è stato punito per 4 rondelle mancanti ad una pistola Beretta , che oltretutto non ne pregiudicano neanche il funzionamento, allora pensi che qualcosa non va.

È il Giornale di Olgiate a rendere nota la vicenda , comprese le dichiarazioni dell’Agente : “Me lo avessero detto sarei passato dal ferramenta. In 34 anni di servizio ho ricevuto  due encomi e mai un reclamo, ho lavorato coi terroristi Mambro e Fioravanti e questo carcere l’ho visto aprire: finire così la mia carriera è una macchia inaccettabile.

Il poliziotto è l’ex assistente capo coordinatore della Penitenziaria Andrea Turrola che si dice pronto ad arrivare fino al Tar, nonché al Presidente della Repubblica per quelle 4 rondelle mancanti dal calcio della sua pistola.

“Non è solo per il mio orgoglio”, precisa il poliziotto ormai in pensione . “Negli ultimi anni si è assistito a un aumento dei suicidi tra gli agenti penitenziari, in tutta Italia. E’ già un mestiere difficile, se ci mettiamo il carico di vertici sordi a distinguere tra il necessario rigore e l’eccesso di inflessibilità, allora non vado in pensione tranquillo per chi resta a svolgere un servizio alla comunità. Per questo sono disposto ad andare al Tar e perfino al ricorso al Capo dello Stato. Tutto quanto è nelle mie facoltà lo userò”.


Ancor più paradossale poi, il fatto che la punizione sia arrivata due mesi dopo la pensione. Tra i colleghi , alcuni  rispolverano  vecchi dissapori col dirigente che è stato al suo comando di tre anni prima  e tutto per una questione legata ad una causa sui disabili ,presa a cuore dall’agente, al punto che riuscì a far mettere a norma l’intero penitenziario del Bassone.

La vicenda è stata ripresa da “il fatto quotidiano” , successivamente da Penitenziaria.it. e da storie di Polizia Penitenziaria. Chissà se questo clamore servirà a porre fine alla triste vicenda. Non ci resta che  attendere, tanto a pagare sono i contribuenti italiani


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