Poliziotto salva serfista con mare forza 5 Il questore propone la promozione, il Capo della Polizia la nega

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Il Questore rimane colpito dal coraggio del poliziotto, al punto di proporlo per una promozione. Il Capo della Polizia però non considera tale atto, suscettibile di alcun premio per merito di servizio e si finisce al Tar.

Il Questore di Napoli nel 2015 segnalò l’opportunità di proporre un assistente capo della Polizia di Stato ad una promozione per merito straordinario per aver salvato un uomo in mare un uomo, rendendo la seguente motivazione: “In data 22 maggio 2015, il proposto, libero dal servizio, si trovava in località Capo Miseno per praticare la disciplina del Kitesurf. Mentre era in spiaggia, si avvedeva di un serfista che, sospinto da una raffica di vento, impattava violentemente contro la scogliera. Le condizioni meteo erano avverse, come testimoniano dal bollettino che segnalava mare forza cinque.
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Senza indugio, il dipendente raggiungeva il malcapitato, ancora agganciato alla attrezzatura velica e con il viso riverso in acqua. Presentava un’ampia ferita al capo, che richiederà 120 punti di sutura, come il salvato stesso avrà a comunicare con una missiva di ringraziamento al Questore di Napoli. L’assistente Capo, nonostante escoriazioni e contusioni procurategli dai marosi, riusciva nell’intento di liberare il ferito dall’intralcio dell’attrezzatura velica. Questi non poteva in alcun modo collaborare, avendo perso i sensi. Il poliziotto procedeva così a rianimare, mediante tecniche di primo soccorso, il surfista, che riprendeva a respirare autonomamente, pur privo di sensi.

Il Coppolino, dunque, percorreva circa duecento metri a nuoto, trasportando il corpo esanime dell’uomo sino alla spiaggia. Si serviva delle sole gambe, poiché con gli arti superiori sosteneva la vittima dell’incidente e ne tamponava la ferita. Giunto a riva, rifiutando i soccorsi per sé, si recava in ospedale assieme al malcapitato. Qui si premurava che glifosse garantita la più consapevole assistenza medica, informando i sanitari delle circostanze rilevanti ai fini del miglior trattamento curativo. La vittima si rilevava essere un noto industriale napoletano già presidente di una associazione di categoria. Provenivano al Questore attestati di stima nei confronti del poliziotto sia dallo stesso ferito che da alcuni astanti, testimoni dell’accaduto”.


Di tutt’altro parere il Capo della Polizia che nel marzo 2017 respinse la proposta avanzata dal Questore di Napoli  .La Commissione centrale per le ricompense infatti,  nella seduta del 22 febbraio 2017, esprimeva parere contrario alla Promozione in favore del dipendente segnalato. Secondo la Commissione, l’atto che avviene in un’ “’operazione di soccorso pubblico non appare, neppure indirettamente riconducibile all’Amministrazione d’appartenenza . Ne deriva, pertanto, che il pur meritorio gesto non è suscettibile di alcun premio per merito di servizio. In ordine, invece, alla spettanza di una Ricompensa al Valor civile, si ritiene necessario lo svolgimento di ulteriori approfondimenti istruttori circa la ricostruzione del fatto storico”.

Il poliziotto, deluso dall’esito dell’Iter ,  ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sostenendo, tramite il proprio legale, che l’attività svolta era si riconducibile all’amministrazione. La Commissione non avrebbe infatti considerato la qualifica professionale dell’agente,  che è quella di addetto alla squadra sommozzatori dell’U.P.G.S.P in forza della Questura di Napoli, in qualità ad attività di servizio di soccorso in mare.

Inoltre non gli sarebbe stato permesso di rappresentare le proprie ragioni alla Commissione nel suo reale apporto all’operazione di polizia e la riconducibilità della stessa ad una attività di istituto considerata la specifica qualifica professionale posseduta, attinente ai compiti svolti.

Per i giudici campani, il ricorso del Poliziotto non è fondato. Il Tar ha respinto il ricorso , in quanto, nell’ordinamento del personale della P.S. il sistema delle ricompense per meriti di servizio è caratterizzato da un’accentuata discrezionalità, la quale diviene tanto più ampia quanto più elevato è il livello delle ricompense e, in quanto tale, è sindacabile in sede di legittimità, davanti al giudice amministrativo, solo se risulti viziata da travisamento dei fatti o da macroscopica illogicità.


Il Consiglio di Stato ha più volte rilevato, continuano i giudici,  che la promozione per merito straordinario si ricollega alla straordinaria rilevanza delle operazioni di servizio compiute sotto il profilo dei risultati conseguiti, nonché alla dimostrazione, da parte degli interessati, del possesso di risorse personali e professionali fuori del comune ed assolutamente eccezionali.

Inoltre, viene precisato che, in linea di massima, non possano rientrare nella fattispecie del merito straordinario tutti quei casi in cui il dipendente della Polizia di Stato, pur trovandosi in situazione di pericolo, compia atti che non esulano dai doveri d’istituto.

I presupposti della promozione per merito straordinario, conclude il “consiglio”,   “necessitano di una prova di eccezionale capacità , dimostrando di possedere qualità tali da dare sicuro affidamento di assolvere lodevolmente le funzioni della qualifica superiore, ovvero di incorrere in grave pericolo di vita per tutelare la sicurezza e l’incolumità pubblica ovvero conseguire eccezionali riconoscimenti in attività attinenti ai  compiti, dando notevole prestigio all’Amministrazione della pubblica sicurezza”. Nelle ricompense come una promozione per merito straordinario, all’Amministrazione va riconosciuta una discrezionalità assai ampia .

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