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Personale congedato tra il 2011 ed il 2014: Interrogazione parlamentare a risposta scritta

Il personale del Comparto sicurezza e Difesa che  è andato in quiescenza tra il 1 gennaio del 2011 ed il 31 dicembre  2014 non ha ottenuto gli arretrati relativi allo sblocco degli stipendi. FDi interroga tre differenti ministeri



FDi ha presentato  un’ interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta ai ministeri  dell’ Interno, della Difesa e della Giustizia

“Nel 2013 fu disposto il blocco degli incrementi automatici – previsti per la progressione stipendiale e di carriera – che sarebbero stati maturati nell’arco temporale compreso tra il 1 gennaio 2011 e il 31 dicembre 2014. Gli effetti del blocco per il personale in attività nel comparto sicurezza e difesa sono cessati a decorrere dal gennaio 2015 e per il personale ancora in attività, le relative Amministrazioni hanno provveduto a riconoscere i citati effetti economici. Ma dall’adeguamento sono stati esclusi, invece, tutti coloro i quali sono cessati dal servizio durante quel periodo, perché in pensione o riformati”. Lo ha detto Salvatore Deidda, capogruppo di Fratelli d’Italia che con la collega Wanda Ferro ha presentato una interrogazione ai Ministri della Difesa, dell’Interno e quello della Previdenza Sociale “per conoscere se intendono finalmente mettere una pezza ad una vera e propria ingiustizia”.

DEIDDA, VARCHI, MASCHIO, BUCALO, TRANCASSINI, GEMMATO, SILVESTRONI, CARETTA, FOTI, FERRO e LUCA DE CARLO. — Al Ministro dell’interno, al Ministro della difesa, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

il combinato disposto dell’articolo 9, commi 1 e 21, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 e del decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 2013, n. 122, ha determinato il blocco degli incrementi automatici previsti per la progressione stipendiale e di carriera, che sarebbero stati maturati nell’arco temporale compreso tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2014;

gli effetti del citato blocco per il personale in attività nel comparto sicurezza e difesa sono cessati a decorrere dal 1° gennaio 2015, mentre sono rimasti esclusi da tale superamento tutti coloro i quali siano cessati dal servizio o siano stati riformati negli anni di vigenza del medesimo blocco;



con particolare riferimento agli agenti di polizia penitenziaria, i quali abbiano maturato il secondo assegno di funzione negli anni di vigenza del blocco, ma siano andati in pensione prima della decadenza della citata sospensione, l’assegno non è ancora stato riconosciuto, in quanto, da quel che risulta, l’amministrazione della giustizia avrebbe comunicato che la rideterminazione del trattamento di quiescenza, in dipendenza degli incrementi stipendiali maturati in detto periodo di sospensione, potrà essere disposta unicamente a seguito dell’approvazione di apposito decreto legislativo –:

se siano a conoscenza dei fatti sopraesposti e quali iniziative intendano adottare al fine di riconoscere al personale in questione gli scatti stipendiali maturati nel periodo di blocco, superando così qualsivoglia discriminazione.



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