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Pensioni Comparto Difesa e Sicurezza, eccole vie di uscita 2018

La manovra di Stabilità del Governo Gentiloni ha al suo interno un pacchetto previdenziale con le nuove norme di accesso alle pensioni. A dire il vero poco è cambiato per quanto riguarda i requisiti di accesso alle pensioni se si esclude l’eliminazione delle differenze di genere di fronte alla pensione di vecchiaia che ha fatto perdere l’anno di abbuono per le donne.

Piccoli correttivi per Ape sociale e quota 41 e poco altro perché le grandi novità entreranno in scienza dal 2019, con l’aumento dei requisiti di accesso a tutte le pensioni. L’aspettativa di vita produrrà altri 5 mesi di attesa per le pensioni dei lavoratori che vi accederanno a partire dal 2019, ad esclusione di 15 categorie di lavori considerati gravosi.

L’aspettativa di vita incide anche sulle pensioni del Comparto difesa e sicurezza, con i requisiti che si spostano sempre più avanti. Restano comunque diverse le possibilità di lasciare il lavoro in questo particolare settore del lavoro [VIDEO], anche in base al differente grado del lavoratore o per l’istituto della pensione privilegiata. Ecco come si esce nel Comparto nel 2018. Leggi tutto, clicca QUI

Pensione di vecchiaia

Il riferimento più recente da punto di vista normativo e che riguarda la pensione per i militari o per le Forze dell’Ordine è la Stabilità 2011, il DL 201 del 6 dicembre 2011. Per poter accedere alla pensione di vecchiaia questi lavoratori devono essere in possesso di almeno 20 anni di contribuzione. Questo il requisiti generale per tutti i lavoratori che poi saranno costretti a centrare anche i requisiti anagrafici, in questo caso differenti in base ai singoli ordinamenti di appartenenza ed in base al ruolo o grado raggiunto.

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