Parata 2 giugno: fatti, parole e mugugni

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Il fantasma di Salvatore Girone, da pochi giorni in Italia, ha aleggiato solo per pochi attimi, quando lo speaker lo ha ricordato insieme con l’altro fuciliere Massimiliano Latorre al passaggio della Brigata marina San Marco. Com’era giusto, i due marò hanno seguito la parata del 2 giugno ai Fori imperiali da casa loro in Puglia. Una doverosa citazione come quella del maresciallo dei Carabinieri Silvio Mirarchi, ucciso a Marsala mentre era impegnato in un’indagine antidroga. Circa 3.600 persone hanno sfilato, tra militari e civili, per il 70° anniversario della Repubblica e la novità di quest’anno, come annunciato, sono stati i 400 sindaci che hanno aperto il corteo prima di sistemarsi in tribuna di fronte al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a quello del Consiglio, Matteo Renzi, e a tutte le altre autorità.

La presenza dei sindaci è stata un’ulteriore sottolineatura di un 2 giugno inteso come «festa di tutti», cioè festa della Repubblica in tutte le sue componenti e non solo della componente militare come le sfilate degli anni scorsi sembravano essere.

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