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NON FACCIAMO DI TUTTA UN’ERBA UN FASCIO, ANZI…NON FACCIAMO

I presupposti per una scossa di dignità c’erano tutti, iniziando dalla tanto blasonata A.R.Q. ( Aspettativa Riduzione Quadri) che avrebbe permesso alle Forze Armate quel rinnovo generazionale  di cui necessitano da qualche anno, continuando poi con la Riforma della Rappresentanza Militare, promessa più volte, ma mai presa sul serio da nessun governo, sia di destra che di sinistra, e infine con le promesse di un rinnovo contrattuale, vicenda biblica ancora nel limbo dell’ UE.

Con gli 80 € di bonus “momentaneamente” negati agli operatori dei “Comparti” è arrivata un’altra tegola ,ma è nulla in confronto alle previsioni “riduttive” del Libro Bianco della Difesa, improvvisamente ricomparse con tutta la loro forza propagandistica e volte anch’esse a “riassettare” il “sistema difesa”.

Ci chiedevamo continuamente di come le riforme ispirate al libro bianco fossero inverosimilmente finite nel dimenticatoio di qualche corridoio, ma il caos politico degli ultimi mesi ha evidentemente fatto in modo che il LIBRO BIANCO DELLA DIFESA tornasse in auge, d’altro canto le elezioni sono sempre più vicine, ma non vogliamo affatto pensar male!

Vogliamo invece fare una piccolissima considerazione sull’infinito riordino delle carriere, sul quale torneremo anche in seguito. Il Riordino delle Carriere è ancor più datato della discussione sulla legge elettorale ed i suoi  effetti sono stati devastanti per certi aspetti, infatti da “quella maledetta vecchia riforma” ne è scaturito una sorta di “purgatorio” del grado*, nel quale alcuni membri di alcune categorie  sono stati condannati a ristagnare e questi poveri disgraziati, a volte per una mera circostanza di eventi cronologici (ossia si sono solo arruolati nel momento sbagliato) si sono ritrovati, e si ritroveranno, a non poter mai raggiungere in nessun modo l’apice graduato del proprio ruolo, mentre altri, sempre per bizzarri eventi cronologici (ossia si sono arruolati nel momento giusto), si sono ritrovati e si ritroveranno ancora una volta proprio su quell’apice senza aver fatto nulla in più degli altri. È  inutile rammentare gli  scavalcamenti indicibili all’interno di alcuni ruoli tra “persone” di generazioni differenti e il tutto sarcasticamente in barba agli anni di servizio effettivi.

Se i proverbi fossero veramente la saggezza dei popoli e il loro contenuto corrispondesse in qualche modo al vero, “se dagli errori si impara”, allora è fortemente ipotizzabile che un imminente riordino ispirato proprio al precedente, sia cosa voluta, studiata, ordinata! Inutile girarci intorno.

Insomma, i comparti Sicurezza e Difesa si trovano a fare i conti con le solite problematiche, i soliti rinvii, la solita “CRISI”, le solite immancabili proroghe, la solita attesa del “nulla”.

Nulla si è fatto in tema di Rappresentanza Militare nonostante per un periodo girassero in quel del parlamento ben 5 disegni di legge. Dove siano finiti è un mistero, e pensare che la rappresentanza militare sta per essere prorogata per tutto il 2017 proprio perché qualche parlamentare solo qualche mese fa, sostenne l’inutilità di nuove elezioni, in quanto la “nuova riforma della Rappresentanza Militare” era cosa fatta. Da quel lontano 11 luglio 1978 invece, quando fu fondata la rappresentanza militare, poco è cambiato, ma meglio non disperare, perché magari qualche settimana prima delle prossime tornate elettorali, ricompariranno proprio gli stessi DDL.

Ma torniamo un attimo sulla tanto blasonata Aspettativa riduzione Quadri ( A.R.Q.). Ricorderete tutti che, quando per motivi ancora poco chiari, senza che nessuno avesse chiesto nulla, arrivò quel decreto legislativo. Che questo avesse tutti i presupposti per mettere fine agli esuberi nelle Forze Armate e ponesse fine a quell’inarrestabile incremento dell’ età media del personale,  abbracciando fortemente quanto auspicato nella 244/12 ossia la “RIFORMA DELLO STRUMENTO MILITARE”, era fin troppo chiaro, quasi disarmante per certi aspetti…..proprio da non credere!  Infatti,  come sovente accade, si è fermato tutto per l’ennesima volta: nessun comunicato, nessuna circolare, nessuna delibera dell’attuale rappresentanza… Tutti chiedono ma nessuno risponde, o meglio, nessuno sa rispondere. C’è solo una certezza: la storia che si ripete, la solita attesa del nulla .

Riallacciandoci al discorso del Riordino delle Carriere, questa volta non vogliamo proporvi le solite tabelle o i soliti comunicati, visto che siamo anche un pò stufi! Ormai quando si parla di riordino delle carriere sembra di discutere di un’entità a sé, di un’utopia, di un qualcosa di inarrivabile,  di qualcosa di indefinibile. Eppure di cose se ne sono dette tante, di proposte ne sono state fatte molte ma di fatti se ne sono visti pochi, pochissimi e sono durati ancora meno. Articoli, Commi, decreti legge, decreti legislativi, proroghe, comunicati stampa, promesse elettorali,  ma sempre tutto rigorosamente ineffabile e spesso coniugato ad eventi ormai anacronistici. Eppure sarebbe fin troppo facile “copiare” l’ordinamento gerarchico delle Forze Armate o Militarmente Organizzate di qualche alleato europeo, che in fatto di gradi non si è mai minimamente sognato di demotivare il proprio personale impegnato a difendere il paese, e non solo. Ma si sa, chi muove i fili fa da sè e malgrado tutte le proposte, se riordino sarà, sarà imposto, un po’ come dire… visto e piaciuto (passateci l’inopportuno sarcasmo).

Però se c’è una cosa che si coniuga perfettamente con il Riordino delle Carriere quella è la pausa caffè! Durante la pausa caffè gli appartenenti ai comparti fantasticano sul più e sul meno e qualcuno crede che magari questa volta sia la volta buona e che il Riordino riassetti davvero tutto, poi però si ritorna con i piedi per terra, ognuno al suo posto di lavoro, si torna alla realtà e si attende. Passano giorni, mesi, anni, e magari, all’improvviso, in uno di quei giorni nei quali sindacati e Cocer vengono convocati, esce qualche bozza di riordino, come a dire, siamo qui …e poi? Poi il nulla, il silenzio.

Di certo quando verrà approvato, “se” verrà approvato, quello che viene denominato “riordino” sarà di fatto  solo una perfetta  imposizione e tornerà a far parlare proprio tutti quelli che finora se ne sono stati in silenzio. Assisteremo alla solita corsa al “merito”. Ma merito di cosa? Per le Forze Armate ad esempio, non cambierà proprio nulla. Le persone ristagnanti nel “purgatorio del grado”*, saranno costrette a rimanere esattamente li dove sono, anche col nuovo grado.

A questo punto non ci resta che concludere con il bonus degli 80€, che sembra l’unica plausibile certezza, proprio per la sua natura, per la sua probabile immissione nel sistema “strutturale” e così arriveranno poco più di 30€ netti in busta, che andranno a sommarsi a quel tanto agognato rinnovo del contratto che dovrebbe aggirarsi attorno ad 85€ lordi, cosi gli euro in busta saranno una settantina netti…..

Piccola riflessione: ma non erano meglio gli 80 € netti e non strutturali? Vallo a spiegare a chi è vicino alla pensione…

Sarà comunque il contentino, quel poco che basta a dire che qualcosa però è stato fatto. La rappresentanza sarà prorogata, cosa che accade da molti, troppi anni e tra poco le proroghe supereranno per numero anche le elezioni.

Non c’è il nulla. Zero non esiste. Ogni cosa è qualche cosa. Niente non è niente.
(Victor Hugo)

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