Nassiriya:nessuna colpa comandante base,no risarcimento

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(ANSA) – ROMA, 10 FEB – Nessuna responsabilità, neppure ai fini civili, può essere mossa al generale dei Carabinieri Georg Di Pauli, il comandante della Base Maestrale, a Nassiriya, sventrata il 12 novembre 2003 da un camion-bomba che uccise 19 italiani (12 carabinieri, cinque militari dell’Esercito e due civili) 14 iracheni e ferì altre 140 persone. Lo ha stabilito, con una sentenza depositata due giorni fa e al termine di un’infinita vicenda giudiziaria, la prima sezione civile della Corte d’appello di Roma, che ha rigettato la richiesta di risarcimento danni dei familiari delle vittime.

Di Pauli, comandante del reggimento Msu, è già stato prosciolto definitivamente in sede penale, ma la causa risarcitoria era proseguita in sede civile. Fino al giudizio dell’altro giorno. “Per la terza volta – sottolineano gli avvocati David Brunelli e Alessandro Scarongella, difensori dell’ufficiale – viene affermata l’assenza di qualsivoglia profilo di responsabilità addebitabile al Gen. Di Pauli, il quale ha fatto tutto quanto era nelle sue possibilità per dotare la Base del migliore apparato difensivo possibile e, ciononostante, si è visto costretto, negli ultimi quattordici anni, a difendersi dall’accusa ingiusta, prima ancora che infondata, di non aver protetto i suoi uomini”.

Nella sentenza di 22 pagine la Corte d’appello sottolinea come “non possa negarsi la prevedibilità dell’evento” e cita una serie di ‘Punti di situazione’ dell’intelligence che “segnalava, fra le possibili minacce, anche quelle provenienti da attentati con veicoli esplosivi”. Si tratta di segnalazioni eterogenee e non tutte circostanziate, che dunque “non possono essere ritenute una sorta di preavviso rimasto inascoltato, come vorrebbero i danneggiati”, ma pur sempre sono indicazioni in base alle quali “si deve reputare sussistente la concreta prevedibilità dell’evento verificatosi”.

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