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Missione in Libia salpato da Salerno l’ospedale militare

Un’operazione lampo. Nel cuore della notte. L’arrivo intorno le 22 e la partenza all’alba: poche per permettere alla San Marco le operazioni di imbarco di alcuni containers dal porto di Salerno. Area blindata e nessun contatto tra il personale militare e quello di terra.

Operazione pianificata già da giorni nell’ambito della missione Ippocrate in terra libica. Prima l’invio delle truppe italiane l’altra sera, poi la nave anfibia della Marina che inverte la rotta verso il nord del Mediterraneo per le operazioni di carico. Una quindicina di containers contenenti tutto il materiale e le attrezzature per allestire un ospedale da campo vicino Misurata. Così come stabilito lo scorso 8 agosto dal sottosegretario agli Esteri italiano, Enzo Amendola, durante la sua visita ufficiale a Tripoli, in cui era stato affrontato con i libici la questione della fornitura di un ospedale da campo di rapido dispiegamento da parte dell’Italia

. Il premier Fayez al Serraj infatti aveva chiesto, direttamente con una lettera al premier Matteo Renzi, il supporto degli italiani alla luce dell’elevato numero di caduti e di feriti, rispettivamente 300 e 1.800 solo fino al mese scorso, registrati nella lotta contro lo Stato Islamico.

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