Militari stupratori. Vernice rosa e scritte alla scuola di applicazioni militari di Torino

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Oggi vogliamo riprendere un articolo di dubbia onestà intellettuale, almeno in parte. Condivisibile sicuramente in molti punti, specie in un giorno come questo,  dedicato alla “contrarietà sulla violenza sulle donne”, alla quale ci associamo apertamente, ma di vile e gratuita condanna nei confronti di tutto il mondo militare. I fatti si riferiscono alla notte tra l’11 e il 12 febbraio 2011, notte in cui  il ” Signor” Francesco Tuccia  violentò brutalmente una povera ragazza. All’epoca, questo individuo era un militare impiegato nell’operazione “strade sicure” .Prestava servizio all’Aquila, da poco devastata da un terribile terremoto. Fu arrestato dai carabinieri ( che pure militari sono) una decina di giorni dopo lo strupro ai danni della povera giovane. Enorme fu lo sconcerto tra i soldati e le istituzioni. Tre mesi e mezzo dopo ottenne i domiciliari, poi la concessione del permesso di lavoro con la possibilita’ di uscire dalla cella dalle 9 alle 13. Fu cacciato letteralmente dall’Esercito Italiano e successivamente condannato ad 8 anni di reclusione. Una pagina nera del mondo con le stellette.

Le vicende avvenute successivamente e ben descritte nell’articolo però,  poco riguardano il mondo militare, anzi per nulla, mentre invece,  richiamano spesso l’attenzione sul ” Signor” Francesco Tuccia ed i suoi legali, e le scritte fatte con la vernice alla scuola di applicazioni militari di Torino, rappresentano soltanto un vile gesto.

Ci sono migliaia di militari per le strade, pronti a difendere il cittadino, ad intervenire in caso di bisogno, a volte, costretti a farsi carico di responsabilità che non gli competono, intenti a salvare vite, a sventare scippi, violenze di ogni genere, li abbiamo visti persino aiutare a partorire una donna per strada e a prendersi sputi in faccia dagli extracomunitari, eppure nell’articolo che pubblichiamo di seguito, l’accusa è diretta a tutti , I MILITARI STUPRANO…….( vedi foto)

 

“I militari stuprano. L’ non si dimentica. Tuccia stupratore, Valentini il suo difensore.”
“Se toccano una, toccano tutte, la solidarietà è la nostra arma.”

Nella notte tra il 17 e il 18 novembre manifesti con queste scritte sono stati affissi sui muri delle Scuola di Applicazioni militari di corso Galileo Ferraris di . Accanto è stata tracciata la scritta “militari stupratori”: una secchiata di vernice rosa ha coperto parte dell’insegna.

Un’azione di solidarietà con le donne sotto processo a L’Aquila, per aver espresso solidarietà attiva a Rosa, stuprata e quasi uccisa da Tuccia, militare dell’operazione strade sicure.

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