Militare torinese morto di cancro dopo l’Iraq. Il Tar: “ll ministero non lo ha tutelato”

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SE LA DIFESA affronta con «formule copia e incolla» l’emergenza dei soldati che si ammalano durante le missioni, a causa dei vaccini e dell’uranio impoverito; se il ministero non sceglie medici adeguati per il comitato che valuta le richieste di risarcimento e di riconoscimento della causa di servizio, in Piemonte è il Tar che fa un passo avanti in questa battaglia di civiltà.

Il tribunale amministrativo nomina uno dei massimi esperti italiani della materia -Giorgio Scagliotti -, come «arbitro» in una causa pilota. E apre una strada nuova per migliaia di militari malati in tutta Italia che hanno avviato le procedure al ministero dell’Economia per vedersi riconoscere la causa di servizio e non hanno avuto successo.

«Il comitato di verifica del Ministero scrivono i magistrati della I Sezione del Tar – non ha svolto alcun approfondimento istruttorio come avrebbe dovuto; la partecipazione a missioni all’estero non giustifica il riconoscimento in via automatica della dipendenza da causa di servizio, ma richiede un puntuale approfondimento istruttorio, caso per caso, e non con formule “copia e incolla” ».

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