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Militare accusato di aver ucciso un cane: Mi sento minacciato “se dovete condannarmi fatelo presto”

Prosegue il processo nei confronti di un parà 47enne accusato di aver ucciso un cane con una balestra. Lo scorso 7 febbraio, il militare  durante un’ udienza avrebbe espresso la propria preoccupazione per la sua l’incolumità


L’episodio risale al lontano 2013, quando un parà residente in un piccolo paesino del viterbese venne accusato di aver ucciso  un cane di nome Nuvola con l’ausilio di una balestra. Fu accusato dal suo vicino di casa e subì un primo processo.Lo scorso novembre gli fu comminata una multa di 500€ e una prima condanna di risarcimento danni alla presidentessa dell’associazione “incrociamo le zampe” per un importo di 1000€.

L’uomo , oltre all’uccisone del cane, fu anche accusato di aver usato dei profili falsi su fb, postando frasi come: quel cane rompeva le palle e basta e qualcuno l’ha spedito sotto terra 

Lo scorso 7 febbraio, durante il processo che lo vede incriminato di vari reati quali l ’uccisione del cane, violazione di domicilio e stalking, davanti al giudice avrebbe espressamente dichiarato di  aver ricevuto minacce da parte di gruppi di animalisti dicendosi preoccupato per l’ incolumità sua e della propria famiglia.


“Se dovete condannarmi, fatelo presto. Non vivo più così. Ma verificate l’attendibilità di chi mi accusa” continuando “Qui si gioca sulla pelle mia e della mia famiglia per una presunta uccisione di un cane”  Il militare avrebbe inoltre contestato la perizia balistica effettuata sulla balestra, oltre alle accuse nei suoi confronti.

Da quanto riportato dal Corriere di Viterbo, durante l’udienza ha testimoniato  Carla Rocchi,” presidentessa nazionale dell’Ente nazionale protezione animali. Il legale dell’Enpa,l’avvocato Anna Paradiso, al termine dell’udienza ha commentato: “L’accusato ha acceso i riflettori sul suo rapporto difficile con il proprietario del cane. Ma il processo si basa su un fatto storico ben preciso: un animale è stato trucidato con una balestra. E c’è un perito, incaricato dal tribunale, che ha appurato la compatibilità delle ferite del cane con la balestra trovata in casa dell’imputato”. Il  prossimo 21 marzo vi sarà una nuova udienza e  saranno ascoltati due testimoni .



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