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“Mancò la fortuna, non il valore” El-Alamein: la battaglia che consacrò il valore del soldato italiano

Nel cimitero di guerra di El-Alamein, oggi piccola cittadina del litorale mediterraneo egiziano a poco più di 100 km daAlessandria d’Egitto, sorge un cippo ivi posto dai Bersaglieri del 7° reggimento recante la famosa frase “Mancò la fortuna, non il valore”.

Le poche parole di questa epigrafe sono entrate nel mito e nella storiografia d’Italia e ben rappresentano, con la loro sintesi priva di retorica, quanto avvenne tra le sabbie del deserto a cominciare dal 23 ottobre del 1942.

Alle 20:40 di quella sera cominciò l’operazione “Lightfoot”: più di mille cannoni inglesi aprirono il fuoco contro il fronte occupato dagli italo-tedeschi che si dispiegava dalla depressione di al-Qattara sino al mar Mediterraneo; un quarto d’ora di fuoco d’inferno sulle trincee scavate là dove si era fermata l’irresistibile avanzata dell’Asse rintuzzata in qualche maniera dagli inglesi comandati dal generale Auchinleck, a cui era succeduto, l’8 agosto dello stesso anno, il generale Montgomery.

Occorre qui spezzare una piccola lancia in favore di Auchinleck, dipinto dalla stessa storiografia inglese come un comandate di scarsa qualità con l’intento di rendere ancora più gloriosa la vittoria di Montgomery: la sua strategia di ripiegare e asserragliarsi ad El-Alamein è stata fondamentale per la successiva vittoria inglese.
La geografia del luogo infatti, un vero e proprio collo di bottiglia tra il mare e la depressione non percorribile di al-Qattara, consentì agli inglesi di ottenere un importante vantaggio militare impedendo quella che era stata la tattica di Rommel sino ad allora: aggirare i punti di resistenza inglesi con ampi movimenti a tenaglia nel deserto sfruttando la velocità dei reggimenti corazzati e delle fanterie meccanizzate.

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