Malore sul fondale, grave palombaro della Marina Militare

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Si è rischiata una tragedia ieri mattina nella baia del Varignano, all’interno della base militare delComSubIn, dove si stava svolgendo un’esercitazione del corso ordinario palombari. Un giovane allievo, G.S. di vent’anni, ha accusato un malore ed ha perso i sensi mentre era in immersione sei metri sotto il livello del mare. Lo hanno salvato i colleghi. Lo hanno ripescato privo di conoscenza.

Siamo all’inizio del corso per diventare palombari dellaMarina militare, si tratta delle prime immersioni con le bombole in mare. Il militare è sceso dal barchino di supporto e si è calato verso il fondo. Dopo qualche minuto ha perso i sensi, è svenuto, il tutto mentre erasott’acqua e doveva respirare forzatamente aria da una bombola. Il primo sentore che qualcosa non andava lo ha avuto un altro allievo, quello che stava operando in coppia con il collega in immersione. Era alla “braga”, ovvero alla cima di sicurezza che, come un cordone ombelicale, collega un operatore in superficie con quello che è sott’acqua. Nell’epoca delle immersioni hi-tech al Varignano vanno più che fieri di lavorare con la tradizione, pur possedendo tecnologie e strumentazione avanzate. Quel cordone ombelicale di rozza cima insegna che non si può mai abbassare la guardia e che si deve sempre vigilare perché tra le mani hai la vita di un altro. Così è stato ieri quando l’allievo sul barchino ha “sentito” che dall’altro capo della “braga” qualcosa non andava, che la tensione della cima era diversa, che non c’era risposta ai leggeri strattoni di segnalazione. Pochi istanti, le parole secche dell’istruttore a bordo ed è scattata la procedura di soccorso.

Quella cima di contatto è diventata immediatamente il “sentiero” da seguire per riportare a galla l’allievo in difficoltà. Dal gommone di sicurezza è sceso in mare il sommozzatore esperto che per tutta l’esercitazione è pronto, muta e bombole, a gettarsi in mare in pochi secondi.

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