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Malato dopo la missione di pace in Kosovo: ex militare chiede 2,7 milioni

La sentenza pubblicata dal Tar il 16 febbraio è pieno di “omissis”, nel rispetto dell’identità e dello stato di salute di un ex Caporal maggiore dell’Esercito Italiano, residente ad Aprilia, che dall’8 marzo 2000 al 13 luglio 2000 ha prestato servizio nel contingente italiano inviato in missione internazionale di pace in Kosovo e che si è successivamente ammalato, probabilmente a causa dell’esposizione  senza mezzi di protezione in zone bombardate da uranio impoverito.

Ora l’ex soldato ha chiesto 2,7 milioni di euro al Ministero della Difesa, Stato Maggiore della Difesa e Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, come risarcimento dei danni tutti, patrimoniali, biologici, morali ed esistenziali provocati dalla malattia.

Sono 317 i militari morti e oltre 3600 i malati di varie forme di cancro dipeso con tutta probabilità dall’uranio impoverito. Ad oggi sono oltre 30 le sentenze a carico del ministero della Difesa, di cui la maggior parte ormai definitive, che danno ragione a militari italiani ammalatisi o familiari di militari deceduti.

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