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L’Italia in cyber-guerra con i fichi secchi: “siamo ostaggio di software stranieri”

Mentre nel settore degli armamenti, come è noto, l’Italia è in grado di produrre praticamente tutto, dalle armi da fianco fino agli aerei da combattimento, passando per navi da guerra di classe FREMM, o sistemi cifranti, nel settore ICT il nostro Paese è sostanzialmente “ostaggio” dell’industria straniera (“amica”, per carità, ma sempre straniera e, soprattutto, non sottoposta alla giurisdizione italiana)

Da tempo le forze armate italiane hanno attivato progetti diguerra elettronica/informatica per migliorare la capacità di reazione in caso di attacco non convenzionale o – vista in altro modo – per incrementare il proprio livello di autonomia dai partner occidentali.

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