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Contro l’Isis serve lo strumento militare. Non possiamo affidarci solo alla forza dei valori

STEFANO STEFANINI
 Tutti ci stiamo chiedendo che cosa fare di fronte alla guerra atipica che stiamo attraversando, una guerra combattuta non da soldati con le divise, schierati lungo un fronte preciso, ma piuttosto una guerra dove è difficile riconoscere il nemico dal colore della casacca o dall’ubicazione geografica. I contorni del campo di battaglia sono così sfumati, da parte degli avversari si fa grande propaganda sui valori islamici contrapposti ai modi di vivere occidentali e lo spargimento di terrore fa parte di una precisa strategia.

Per resistere è importante non farsi travolgere dal panico, ma in più io credo sia imperativo riconoscere e affermare i nostri valori occidentali che ci hanno portato ad essere ciò che siamo smettendo di indire crociate contro gli infedeli circa ottocento anni fa: la libertà di pensiero, le libertà individuali e lo spirito imprenditoriale.

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