L’interrogazione parlamentare di Gasparri svela i retroscena del video della difesa censurato

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C’è voluta un’interrogazione parlamentare per svelare il “mistero” del video sulle Forze Armate italiane misteriosamente censurato e sostituito con uno molto più pacato. La censura ha fatto molto discutere, anche se molto probabilmente le visualizzazioni sono aumentate proprio per merito della misura coercitiva.

Quando è arrivata la censura infatti, era ormai troppo tardi ed il video si era irrimediabilmente diffuso sui social nella sua forma integrale , compresa quella inglese che vi proponiamo in calce a questo articolo.

Da quanto riporta il secolo ditalia Gasparri, in seguito alla risposta del Ministro, Elisabetta Trenta, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Nei giorni scorsi avevo presentato una interrogazione al Ministro della Difesa per sapere se, come si era appreso, c’era stata una censura su un video che celebrava le nostre Forze Armate, da diffondere in occasione delle celebrazioni del 4 Novembre. È lo stesso Ministro della Difesa, nella sua risposta, ad esprimere testualmente il proprio “rammarico” per essere stata, di fatto, “commissariata” dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria che, contro le sue scelte, ha deciso di tagliare lo spot ritenendolo troppo violento»,  parlando di «una decisione irrispettosa delle Forze Armate, in quanto le immagini censurate mostravano le elevate capacità operative dei nostri reparti».

«Il Dipartimento editoria ha compiuto una evidente prepotenza nei confronti de Ministro della Difesa che non avrebbe dovuto subire silente. Avevamo quindi ragione nella nostra interrogazione e questa assurda e ingiustificabile decisione non fa altro che confermare quello che ormai ripetiamo da tempo e cioè che una parte di questo governo è apertamente antimilitarista».«Questo episodio sconcertante si somma ai tagli previsti per lo stesso Ministero della Difesa, alla mancanza di stanziamenti per donne e uomini in divisa, alla minaccia continua alle aziende che si occupano di armamenti militari e ai loro dipendenti e molto altro». «Bisogna porre un freno a questi atteggiamenti che minacciano non solo l’intero comparto sicurezza-difesa, ma anche la sicurezza del Paese. Se il ministro Trenta mi risponde di essere “rammaricata” per non essere riuscita a difendere uno spot, come difenderà personale e bilanci delle Forze Armate colpite da Crimi, Casalino e grillini vari?»

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