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Lettera di Annarita Lo Mastro, madre di David Tobini, 41esimo caduto in Afghanistan

Roma- Presiedo ancora una volta a quella parata.
Indosso come ho indossato ed indosserò una semplice mimetica, porta un Nome ed un piccolo “Grande Grado”!!

È semplice, ma l’Italia ama la “semplicità”, l’Italia “conosce” e riconosce quel Nome.

Sfrecciano le frecce tricolori sui caduti disegnando i colori d italia. Abbandono per un attimo, il bianco ed il verde, si li abbandono…… perche’ mi colpisce il rosso…..rosso come tanto sangue versato.
Sto per emozionarmi, ma…. lo sguardo si va a posare sui palchi delle autorità e l’emozione si blocca.
Tanti onori! Le forze armate, li salutano, con il rispetto con cui devono…. si fanno tante prove!

Tutti in pompa magna… io mi sento, un moscerino a cui hanno sparato una cannonata. Inevitabilmente penso:
«Ma se, su quel palco , presiede il capo delle forze armate, un presidente che ha potere decisionale su tutto, perche’ risponde alla mia istanza, riguardante un riconoscimento, dovuto a meta’ a Mio Figlio, che l’ argomento non e’ di sua competenza? Ma non è il capo delle Forze Armate?».
Vorrei ricordare a queste istituzioni troppo presi da tanti onori, che a me stamattina tra un basco amaranto che trattenevo e stringevo tra le mani, sentivo scivolare il Mio stesso sangue. Chissà se per un attimo avrà sfiorato loro, il pensiero, che c’era una come me ad osservare tutto questo e ricordare tanto altro?

Mi è capitato di sentirmi rispondere “una come tutti”…. ma io oggi a casa torno come tutti si…….. ma ……..non ho TUTTI, quel TUTTI che oggi ritroveranno tra le loro tavole imbandite…avranno pensato a “tutto” questo?

Fonte e resto dell’articolo, QUI

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