La rete del poliziotto corrotto tra politici, sportivi e manager

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«Prostituisciti, come faccio io per te», raccomanda un uomo all’ispettore di polizia Giuseppe Falcone, 56 anni, responsabile dell’ufficio asilo politico in questura, ma da oltre un anno in distacco sindacale come dirigente del Sap.

In tutte le inchieste vengono intercettate frasi che segnano poi l’essenza di un mondo: e in questo caso l’invito a prostituirsi racconta la quotidianità di questo piccolo circolo balordo in cui la corruzione scivolava nella normalità, nel continuo scambio di favori tra amici interessati, «prassi stabile e strutturata — come scrive il gip — di relazioni e scambi illeciti che coinvolge un po’ tutti i gruppi sociali, dalle élites ai comuni cittadini impegnati in piccole attività illegali di routine».

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