La Razione K , Il Comando Logistico dell’Esercito spiega le proprietà  e l’uso corretto della  razione da combattimento italiana.

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Interesante relazione sulle prorpietà e il coretto uso della famigerata razione k la cui denominazione “K” trae origine proprio dalle iniziali del cognome del suo inventore, il medico nutrizionista americano Ancel Keys, chiamato ad elaborare un rancio completo, appropriato e facilmente trasportabile per il militare in zona di combattimento.

La razione da combattimento italiana è stata studiata per soddisfare il fabbisogno nutrizionale giornaliero del combattente. Assicura una dieta corretta, equilibrata e varia anche in particolari condizioni d’impiego, e viene utilizzata allorquando vengono effettuate attività addestrative/operative, emergenziali e anche in missioni all’estero.

Nell’E.I., già nel corso della 1^ G.M. fu introdotta una razione pronta all’uso per il militare combattente.La prima razione k italiana fu introdotta nel 1952: aveva un peso di 2,6 kg. e un potere calorico di circa 4.000 Kcal/uomo/giorno.

La razione è composta da sette moduli, identificati da sette colori diversi: giallo, rosso, grigio, verde, bianco, rosa e blu. I moduli, costituiti ciascuno da tre scatole diverse (colazione, pranzo e cena), si differenziano tra di loro per la varietà delle pietanze.

Quale è il fabbisogno energetico di un militare che combatte?

Secondo recenti studi condotti in ambito Forza Armata e precisamente da un Gruppo di progetto del Comando Logistico dell’Esercito, sono stati individuati tre diversi livelli di attività fisica “ponderata” (applicando fattori correttivi in base allo specifico incarico da assolvere) ed i correlati fabbisogni calorici di tre tipologie di razione viveri ordinarie:

a.   leggera: kcal. 2.448,6;

b.   moderata: kcal. 3.113,2;

c.   pesante: kcal. 3.672,9.

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