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La CGIL interviene sulla tematica sindacale dei militari: caso EXPO di Milano sia da esempio




La tematica sindacale con le stellette apre un confronto a tutto campo tra i vari attori del “sistema Italia” . La CIGL , che vanta il maggior numero di iscritti a livello nazionale in ambito sindacale, interviene sul delicato tema , ponendo alcune questioni all’attuale compagine politica.

Secondo il segretario confederale Massafra, in audizione presso la IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, sono necessarie alcune correzioni nei ddl in discussione in Commissione Difesa, al fine di non inficiare alla radice qualsiasi attività sindacale futura dei militari :

Leggendo le due proposte di legge incardinate in Commissione Difesa ( La n. 1060 prima firmataria l’On. Maria Tripodi; La n.875 prima firmataria l’On. Emanuela Corda) ne abbiamo apprezzato l’impianto che consideriamo in linea con la sentenza recente della Corte Costituzionale che si è esptressa in base ad un ricorso patrocinato dalla Associazione Assodipro e sostenuto dalla CGIL.

S.I.A.M. Sindacato Aeronautica Militare 

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Sempre la CGIL ha manifestato presso il Comitato della Carta Sociale Europeo
presso Strasburgo un ricorso contro il divieto in Italia di istituire liberi Sindacati fra
gli operatori delle Forze Armate di cui abbiamo ricevuto il giorno 6 Febbraio la
sentenza definitiva.
La stessa comunicazione è stata inviata anche al Governo Italiano che si era a suo tempo opposto al nostro ricorso.
Il Comitato di Strasburgo, come sapete, impone di non pubblicare per 4 mesi la
sentenza, che tuttavia, possiamo ben dire, ribadisce quanto definito dalla Corte
Costituzionale, soprattutto quanto alle censure avanzate in sede europea relative alla libertà di sciopero e alla possibilità dei sindacati militari di confederarsi con le altre organizzazioni sindacali dei lavoratori.



Alla luce di questa premessa il contributo che in questa occasione vogliamo offrire ai lavori della Commissione riguarda i seguenti punti che così sintetizziamo:
1- Viste le caratteristiche delle due proposte che sono complementari per alcuni punti e sovrapponibili per altri, auspichiamo un lavoro di integrazione e di sintesi che a noi parrebbe un risultato positivo e sicuramente possibile.
2- Il punto della proposta di Legge n. 875 che esclude dalla competenze dei
sindacati dei militari la trattazione delle materie attinenti all’ordinamento,
all’addestramento, alle operazioni, al settore logistico-operativo, al rapporto
gerarchico-funzionale e all’impiego del personale (art. 5, comma 4) va riflettuto con attenzione
Infatti ancorché tale esclusione sia stata evidenziata anche nella sentenza 120/2018 della Corte Costituzione, vi è da dire che tali materie vanno meglio declinate nell’ambito della riforma.

Infatti, una esclusione così netta, generica ed assoluta può, a nostro avviso, inficiare alla radice qualsiasi attività sindacale; ad esempio si prenda in considerazione il caso di quei soldati accampati in occasione dell’EXPO di Milano e della inondazione delle loro tende: in condizioni analoghe un intervento sindacale sarebbe consentito oppure verrebbe escluso in quanto attinente al settore logistico-operativo?
Quanto viene esplicitato dalla Corte in realtà è pienamente previsto dall’art. 5,
comma 1 (“I sindacati dei militari …ne tutelano gli interessi senza interferire con la
direzione dei servizi o con lo svolgimento dei compiti operativi.”). Sarebbe
opportuno quindi eliminare il comma 4 dell’Articolo 5, oppure in alternativa, si
potrebbe specificare che tale esclusione non può comunque limitare del tutto l’attività sindacale quando incide direttamente con la tutela degli interessi del personale, ovvero devono comunque essere fatte salve le competenze specifiche delle OO.SS..
3- Per quanto riguarda la definizione delle RUB e il loro ruolo consideriamo quanto descritto in maniera molto positiva. Facciamo tuttavia osservare che sarebbe utile prevedere di affiancare alle RUB le strutture territoriali dei sindacati rappresentativi, prevedendo in particolare in capo ad essi quanto meno il diritto di informazione in ordine ai provvedimenti che interessano le materie oggetto di contrattazione.

Ciò al fine di avere omogeneità di orientamento nell’espletamento dell’esercizio contrattuale. Ciò che invece lascia perplessi è la formulazione dell’Art. 14 della proposta di Legge n. 875 e ripetuto all’Art. 12 della proposta di Legge n. 1060 là dove si dice che le RUB “possono formulare proposte e richieste sul trattamento economico e su tutte le materie di pertinenza della contrattazione nazionale e, in particolare sulle risorse accessorie eventualmente attribuite all’ente periferico.”
Pare davvero improprio che le RUB possano contrattare ciò che è giustamente
assegnato alle competenze della contrattazione nazionale.

Il capoverso potrebbe essere coerentemente riformulato ad esempio nel modo
seguente “ Possono formulare proposte ai Sindacati Nazionali Rappresentativi su
tutte le materie di pertinenza della contrattazione nazionale e negoziare con gli
organi competenti la distribuzione delle risorse accessorie eventualmente attribuite all’ente periferico”.
4- All’articolo 17 della proposta di Legge 875 al comma 1 andrebbe sostituita il
concetto “ …..sentiti i sindacati dei militari che abbiano conseguito l’assenso
ministeriale…” con il concetto “..previa concertazione con i sindacati dei militari che abbiano conseguito l’assenso ministeriale..”, anche in coerenza con quanto
giustamente espresso successivamente al comma 4 dove si inizia dicendo “ L’accordo previsto dal comma 1….”.
Ciò ovviamente anche per un’altra ragione più sostanziale che attiene al fatto che
riguardando aspetti che regolano la vita sindacale è corretto che siano definiti con il concorso dei sindacati stessi.
5- La delega al Governo per il coordinamento normativo prevista dall’art. 19 della
proposta di Legge n. 875 risulta a nostro avviso troppo ampia e generica. In tale
ambito, andrebbe a nostro avviso:
 puntualizzata l’abrogazione esplicita di tutte le norme che fanno riferimento
alla Rappresentanza Militare;
 previste precise indicazioni per la riformulazione del d.lgs. n. 195/1995,
prevedendo effettive procedure di contrattazione. La previsione cioè di due
ambiti di contrattazione nazionale: il primo comune a tutte le amministrazioni
per regolare gli aspetti comuni a tutte le Forze Armare e di polizia ad
ordinamento militare ed il secondo (c.d. integrativo) a livello di singolo
Ministero per regolare gli aspetti specifici di ogni singola amministrazione.



6- Inoltre, vista l’esperienza deleteria e fallimentare, realizzata nell’ambito dei
sindacati di polizia a ordinamento civile per la quale è consentito ad ogni singolo
lavoratore di potersi iscrivere contemporaneamente a più sindacati, sarebbe utile
inserire nella Legge che ciò è vietato.

Cogliamo l’occasione di questa audizione per sollevare il tema di un intervento in tal senso nell’ambito dei regolamenti dei sindacati di polizia a ordinamento civile per evitare oltretutto di trovarci di fronte al paradosso di avere in quel contesto più
tessere sindacali di quanto sono gli addetti. Ma anche di evitare una sorta di mercato delle tessere, magari per consentire comunque il superamento della soglia prevista per l’ammissibilità alla contrattazione. Noi la consideriamo una questione morale che vi sollecitiamo a risolvere.

7- Infine vogliamo evidenziare il pericolo di snaturamento della riforma se, a
differenza di quanto contenuto nelle due proposte di Legge, si dovesse prevedere la nascita di sindacati interforze.
Sarebbe infatti sbagliato assegnare a questa struttura un livello di contrattazione che legittimamente compete ad ogni sindacato di Arma. Così come sarebbe altrettanto sbagliato assegnare a tale struttura un qualsiasi livello di rappresentanza che anche essa compete ad ogni singolo sindacato di Arma. Ragion per cui non ha modo di esistere una tale proposta.
Altra cosa è prevedere la possibilità che i sindacati delle singole Armi abbiano la
possibilità di avere, se lo vogliono, momenti di confronto e di collaborazione.
Roma- 20 Febbraio 2019
Il Segretario CGIL Nazionale
Giuseppe Massafra

“Non possiamo aspettare oltre. Va approvata in fretta la riforma in modo da garantire immediatamente ciò che la Corte Costituzionale ha sancito con una sentenza storica: il diritto dei militari di costituire propri sindacati”. È quanto ribadito oggi dal segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra in audizione, presso la IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, su “Disposizioni in materia di associazioni professionali a carattere sindacale del personale militare”.

Come riferito dal dirigente sindacale “le due proposte di legge incardinate in Commissione sono una buona base di partenza per riconoscere tale diritto, come già avviene nel resto d’Europa. Affinché la riforma rispetti fedelmente gli orientamenti e i contenuti indicati dalla sentenza dello scorso aprile, frutto di un ricorso patrocinato da Assodipro e sostenuto dalla Cgil, oggi abbiamo presentato alcune proposte, come ad esempio – sottolinea Massafra – la necessità di garantire due livelli di contrattazione, uno attribuito ai sindacati nazionali e l’altro alle Rappresentanze unitarie di base”.

In particolare, prosegue il segretario confederale “abbiamo evidenziato come il cardine della Riforma debba essere quello di garantire una vera e sostanziale rappresentanza, impedendo esplicitamente la possibilità di plurime iscrizioni sindacali ed escludendo la nascita di sindacati interforze che sarebbero un’invenzione anacronistica”. “È giusto invece – conclude Massafra – avere sindacati di singola arma ai quali affidare la contrattazione specifica di livello nazionale, che insieme alle Rappresentanze unitarie di base (Rub), liberamente elette sul posto di lavoro, rappresentano la reale ossatura democratica dell’esercizio sindacale”.

Fonte : rassegna sindacale

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