Da “invincibile” ad inesistente -Il Caporal Maggiore che lavora “in nero” per lo Stato

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Per una normativa, a dire il vero poco chiara, per lo Stato italiano la perdita di un occhio in servizio, per di più in difesa della Patria, non è sufficiente a ricevere uno stipendio. Bisognerebbe perdere completamente la vista per vedere, è proprio il cado di dirlo, ripagato il proprio lavoro.

E’ la storia incredibile legata a Domenico Russo, il Caporal Maggiore Scelto dell’Esercito Italiano in servizio al Centro Sportivo Olimpico Esercito di Roma. Una storia in cui bisogna portare indietro il calendario a quel maledetto 2 febbraio del 1999 quando lo scoppio accidentale di una bomba a mano, durante un’esercitazione in Sardegna privò Russo dell’occhio sinistro spezzando per sempre il suo sogno di difendere il Paese stando in prima linea.

Dal congedo al lavoro gratis. Dopo essere stato congedato per Causa di Servizio nel 2000 dall’Esercito, aver ricevuto un indennizzo di appena 4000 euro, Domenico Russo è rientrato nell’EI tredici anni dopo con “ruolo d’onore”, status, riconosciuto ai militari mutilati o feriti in servizio. Un militare a tutti gli effetti. Con obblighi e doveri. Ma senza stipendio.

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