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Intervista al Sen. Gasparri su riordino delle carriere e razionalizzazione forze polizia

Un argomento che sta molto a cuore a tutti gli appartenenti alle forze di polizia e alle forze armate è il riordino delle carriere. Pensa che Renzi stanzierà altri fondi nella prossima legge di stabilità? Quali iniziative sta portando avanti con il suo partito per il riordino delle carriere?
Renzi vorrebbe fare il riordino delle carriere, il rinnovo dei contratti e tutte le meraviglie di questo mondo senza soldi. La Corte Costituzionale ha stabilito già nel giugno scorso con una sentenza l’obbligo da parte del Governo di procedere allo sblocco dei contratti del pubblico impiego. In realtà sono passati oltre dodici mesi ma nulla è stato fatto. Quanto agli 80 euro concessi, va detto che non sono in alcun modo da intendersi come un’alternativa al rinnovo del contratto perché compensano solo in parte il mancato adeguamento delle retribuzioni. Peraltro gli 80 euro sono previsti solo nel 2016. Che accadrà nel 2017?Per quanto riguarda il riordino, i 115 milioni previsti sono assolutamente insufficienti. Per questa ragione ho chiamato la Commissione Difesa del Senato ad esprimersi perché prima della legge di stabilità, che verrà scritta a settembre, vogliamo che questo stanziamento sia aumentato affinché tutto il comparto sicurezza-difesa, e ovviamente anche la Polizia Penitenziaria, possa disporre di risorse adeguate per dar luogo ad un riordino delle carriere che possa essere supportato da stanziamenti adeguati.

Presidente Gasparri, è ripresa in questi giorni la discussione sull’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento giuridico italiano, cosa ne pensa, qual è la posizione sua e del suo partito e quali iniziative intendete intraprendere sulla questione?
Sulla tortura si sta facendo grande confusione. E’ giusto ratificare trattati internazionali, ma il testo della legge così come è stato modificato da Pd e grillini nell’Aula del Senato trasforma l’adempimento ad una convenzione internazionale in una norma vessatoria nei confronti delle forze dell’ordine e ovviamente anche della Polizia Penitenziaria perché può dare luogo a denunce pretestuose.

Al di là della retorica, quali sono, secondo lei, le vere ragioni che spingono una parte politica e alcuni intellettuali a chiedere l’introduzione di questo reato?
Si parla della ratifica di un trattato internazionale ma in realtà per molti è la rivincita degli ex sessantottini sulle forze di polizia. Una vera e propria vendetta postuma di chi potrà, qualora la norma dovesse essere approvata senza le modifiche che pretendiamo, denunciare polizia e carabinieri anche solo per presunti abusi.

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