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Iniziative per il rinnovo contrattuale del comparto Sicurezza e Difesa

Roma, 08.10.2016 – Interessante l’iniziativa parlamentare con cui si è distinto l’Onorevole Elio Vito (FI) il 4 ottobre, invero ha presentato la seguente Interrogazione a risposta immediata in Assemblea n. 3-02519, con altri cofirmatari, recante “Iniziative per il rinnovo dei contratti dei comparti dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e delle Forze armate, anche alla luce della sentenza n. 178 del 2015 della Corte costituzionale”:

Al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione.

– Per sapere – premesso che:

dal 2010 gli stipendi dei pubblici dipendenti non fruiscono dell’adeguamento rispetto all’aumento del costo della vita calcolato in base agli indici Istat;

con sentenza n. 178 del 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale sopravvenuta – a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza medesima nella Gazzetta ufficiale (29 luglio 2015) – del regime di sospensione della contrattazione collettiva, disciplina successivamente prorogata dall’articolo 1, comma 453, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e dall’articolo 1, comma 254, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;

la Corte costituzionale, ravvisando nelle suddette misure una violazione dell’autonomia negoziale, ha fatto notare che la previsione di misure che inibiscono la contrattazione economica tende a rendere strutturale il regime del «blocco», situazione che si pone di per sé in contrasto con il principio di libertà sindacale sancito dall’articolo 39 della Costituzione;

una prolungata sospensione delle procedure negoziali e dell’ordinaria retribuzione risulta essere in contrasto con i principi di eguaglianza, di tutela del lavoro, di proporzionalità della retribuzione al lavoro svolto. Le misure adottate hanno, altresì, introdotto disparità di trattamento arbitrarie anche tra le varie categorie di dipendenti pubblici;

la Corte costituzionale ha quindi chiesto la riapertura della contrattazione nel pubblico impiego (che interesserebbe oltre 3 milioni di lavoratori), confermando che «il carattere essenzialmente dinamico e procedurale della contrattazione collettiva non può che essere ridefinito dal legislatore, nel rispetto dei vincoli di spesa, lasciando impregiudicati, per il periodo già trascorso, gli effetti economici derivanti dalla disciplina esaminata»;

ad oggi, nessun contratto di lavoro è stato rinnovato, né risultano avviate trattative al riguardo, determinando una situazione di evidente illegittimità;

la situazione è particolarmente grave per i comparti dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e delle Forze armate, costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio, data anche la necessità di potenziare le politiche attive di sicurezza nazionale;

l’illegittimo mancato rinnovo dei contratti, obbligo direttamente scaturente dalla sentenza della Corte costituzionale, ha determinato ulteriori danni ai lavoratori del pubblico impiego –:

se e in quali tempi il Governo intenda adottare iniziative volte a dare seguito a quanto stabilito dalla sentenza della Corte costituzionale, per avviare in particolare le trattative per il rinnovo dei contratti dei comparti dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e delle Forze armate, prevedendo le relative risorse finanziarie all’interno del disegno di legge di bilancio di prossima presentazione.

Il 5 ottobre, nella seduta n. 686 della Camera dei deputati, la Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Maria Anna Madia, ha così risposto in aula:

Da quando si è insediato il nostro Governo, quindi, ben prima della sentenza della Corte costituzionale richiamata dal deputato Vito, abbiamo sempre detto, ho sempre detto, che una conseguenza patologica della crisi economica nel settore pubblico è stata la contrazione delle dinamiche salariali. Nel settore privato, spesso, si è perso il lavoro; spesso, persone della mia generazione l’hanno perso senza un giorno di preavviso né un euro di indennità, perché la riforma degli ammortizzatori sociali non era stata fatta per tempo e, nel settore pubblico, invece, purtroppo, in una condizione di non normalità, sono state contratte le dinamiche salariali.

Due cose doveva fare il Governo, si dovevano fare per riavviare la stagione dei contratti pubblici: la prima era stanziare delle risorse. Noi lo abbiamo fatto nella scorsa legge di stabilità: una cifra simbolica, una cifra che ci consentiva, formalmente, di riavviare il percorso. Nella prossima legge di stabilità stanzieremo ulteriori risorse: lo ha già detto anche il Presidente del Consiglio Renzi.

L’altra condizione, a normativa vigente, era che si riducessero i comparti di contrattazione a quattro. Non appena sindacati e ARAN, che è la parte datoriale, hanno raggiunto l’accordo sulla riduzione dei comparti, io ho convocato le organizzazioni sindacali – siamo al mese di luglio – per decidere, con loro, quale percorso avremmo intrapreso per riaprire la contrattazione del pubblico impiego. Abbiamo convenuto, nel mese di luglio, che ci sarebbero stati degli incontri tecnici ed informali con il presidente dell’ARAN e non mancherò nelle prossime settimane di riconvocarli, incontrarli, discutere per, poi, adottare l’atto di indirizzo che, formalmente, riavvierà la stagione di contrattazione.

Per quanto riguarda, poi, il rinnovo specifico del contratto dei comparti dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e delle Forze armate, anche in questo caso, c’è stato un primo stanziamento nella scorsa legge di stabilità, lo scorso anno, e con la prossima legge di bilancio il Governo individuerà ulteriori risorse e si potrà, quindi, avviare, in via formale, il confronto negoziale.

Però, deputato Vito, vorrei ricordare che oltre al rinnovo contrattuale, il Governo ha riservato una specifica attenzione aggiuntiva a questi comparti, che, ricordo, si è concretizzata in ulteriori misure di sostegno nella scorsa legge di stabilità, ma, soprattutto, anche – e concludo – in alcune importanti deleghe, già dotate di specifiche risorse finanziarie, che andranno esercitate nei prossimi mesi e che sono destinate proprio al riordino dei vigili del fuoco, nonché al riordino delle carriere delle forze dell’ordine e delle Forze armate”.

La sincera replica dell’Onorevole Elio Vito riporta:

Io, per questioni di eleganza e di rispetto anche dell’istituzione, non dirò quello che penso completamente della risposta della signora Ministro, una risposta largamente insufficiente, debole e in qualche misura anche offensiva, non nei miei confronti, ma nei confronti dei lavoratori ai quali è rivolta.

Gli stanziamenti che il Governo ha messo nella scorsa legge di stabilità sono ridicoli e quelli che, è stato annunciato, metterà in questa legge di stabilità sono ampiamente insufficienti al rinnovo del contratto. Si stanno prendendo in giro la Corte costituzionale, il Parlamento e i lavoratori e la particolare categoria di lavoratori dei quali, qui, stiamo discutendo: vigili del fuoco, forze dell’ordine e Forze armate. Vedremo anche i provvedimenti che noi abbiamo voluto estendere, del riordino delle carriere, che non possono essere fatti se non hanno i giusti stanziamenti e che sono stati prorogati, la delega è stata prorogata proprio perché il Governo non era in grado di garantire gli stanziamenti che devono supportare il riordino delle carriere. L’unica cosa che è stata fatta era quella che il Parlamento aveva chiesto di non fare, ed è stata fatta male, non comporterà nessun risparmio, ossia sono state tolte funzioni essenziali. Mi riferisco all’accorpamento, all’annullamento del Corpo forestale dello Stato, per il quale, anche qui, era stata prorogata la delega, il Governo ha ritenuto di doverla, solo questa, esercitare.

Si prendono in giro delle persone, signora Ministro, delle persone delle quali lo Stato si deve occupare, come loro si occupano della difesa dello Stato.

Io credo che non si possa fare propaganda sulla pelle dei poliziotti, dei militari, dei carabinieri, dei finanzieri, della polizia penitenziaria e che il primo compito che il Governo deve avere è rispettare la sentenza della Corte e garantire subito il contratto. Cosa significa che i sindacati devono accorpare? No, non potete dare la colpa agli altri. La responsabilità è vostra. Governate, non fate propaganda e rispettate le forze dell’ordine e le Forze armate: date loro quello che gli spetta”.

Che dire? La stesura della legge di stabilità è alle porte, non resta che aspettare!

Antonio De Muro

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