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Incursori e sottomarini spia: così l’Italia dà la caccia ai jihadisti in fuga da Sirte

MARIANO ALBERTO VIGNALI
LA SPEZIA

Il rischio d’infiltrazioni di combattenti islamici tra i profughi è uno scenario sempre più credibile: per questo l’Italia mette in campo una nuova unità speciale, costituita dalla Marina Militare e già imbarcata sulle navi presenti nel Mediterraneo centrale.

Una unità in grado di abbordare un battello ostile, catturare soggetti armati o liberare un cargo in mano a pirati. Nuove truppe d’assalto anfibio, ma pensate in chiave antiterrorismo, che operano a stretto contatto con gli incursori del ComSubIn e che vengono guidate dagli occhi segreti dei sommergibili impegnati nella caccia a scafisti e terroristi.

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