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Il Carabiniere centenario si racconta

  1. Cento anni, il servizio per la monarchia, l’invio in guerra.Il Carabiniere Cesidio De Santis si racconta, tra le difficoltá che la vita di allora comportava, il  rimpianto per chi fu spedito nella campagna di Russia al posto suo , rimettendoci molto probabilmente la vita e la storia d’amore nel paese di Montorio, dove vive tuttora.

Di Catia Di Luigi

Montorio festeggia il suo secondo centenario del 2016 con Cesidio De Santis, nato ad Introdacqua ma poi trasferitosi nel Teramano all’età di 20 anni. «Ero un carabiniere», racconta, «questo è il motivo per cui vivo a Montorio. Avevo appena 20 anni quando fui trasferito qui. All’epoca la caserma dei carabinieri stava alla piazza Corta e di fronte ci abitava Elisabetta Di Nicola, una ragazza molto bella che ebbi modi di conoscere durate un controllo in una cantina, dove lei dava una mano alla zia». Poco dopo si sposano e insieme arriveranno a contarne 67 di anniversari. Ma non tarda la cartolina con la chiamata in guerra. «Dovevo partire per la campagna di Russia», prosegue il centenario, «il mo nome era già in quella lista, ma all’ultimo momento un superiore si mobilitò per me e fui inviato nei Balcani, prima in Albania e poi in Jugoslavia». CesidioDe Santis si ferma un attimo con il suo racconto e poi riprende con sofferenza: «Qualcuno in Russia è morto al posto mio». A distanza di tanti anni Cesidio ripensando a quella lista ha dei forti sensi di colpa. «Nei Balcani, dove mi occupavo dell’ordine pubblico, sono rimasto due anni. Con la gente del posto c’era collaborazione. Noi davamo loro pasta e zucchero che non avevano e in cambio avevamo agnelli, che loro non mangiavano, e poi legna da ardere. Però un po’ di fame l’abbiamo patita». Al rientro in Italia, Cesidio fu spedito in Sardegna e poi a Roma. Ma con l’esilio di re Umberto II fu costretto a spogliarsi della divisa. «Tornai nudo a casa, senza quella divisa da carabiniere della monarchia». Fu a quel punto che zio Cesidio congedatosi tornò a Montorio, dove aprì con la moglie Elisabetta (morta a 95 anni) un negozio di generi alimentari che hanno gestito insieme lungo via Cavour fino al 1988. Cesidio verrà festeggiato questo pomeriggio dai nipoti Veglia, Vincenzo con Valeria, Lucio con Luisa, Elisabetta con Nicolino e dai pronipoti Mario, Paolo, Margherita e Marco. A rendere omaggio all’ex carabiniere anche il sindaco di MontorioGianni Di Centa e il coordinatore provinciale della Fnp Cisl Gianni Pigliacelli con Amerigo Barnabei.

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