Tutti gli articoli

Guarda la banca dati, carabiniere nei guai

MOGLIANO. Carabiniere a processo: ha usato la banca dati dell’arma per “controllare” l’ex marito della sua compagna.

È questa l’accusa che ha portato alla denuncia Frank Mezzina, carabiniere in servizio a Mogliano: il militare dovrà rispondere di accesso abusivo al sistema informatico, in violazione dell’articolo 615 ter del codice penale.

Secondo l’accusa, Mezzina si sarebbe introdotto «abusivamente» e per «finalità private e non istituzionali nel sistema informatico della banca dati delle forze di polizia». Motivo: «scaricare alcune visure Aci relative a mezzi di tale R., ex coniuge della sua convivente».

I fatti contestati al militare sarebbero avvenuti a Treviso il 20 e il 23 aprile del 2012.

Ora a giudicare il comportamento di Mezzina sarà il tribunale di Venezia: la corte di Cassazione, infatti, ha risolto la controversia sulla competenza territoriala sollevata dallo stesso tribunale di Venezia, che sosteneva che toccasse a Roma giudicare in quanto il server centrale dell’arma dei carabinieri ha sede proprio nella capitale.

Secondo i giudici della Cassazione, però, è irrilevante il luogo «in cui si trova l’elaboratore centrale», e il luogo del delitto coincide «con quello in cui si trova l’utente» che accede al sistema. Da qui la decisione di affidare il giudizio al tribunale di Venezia, che ora prenderà in carico il procedimento.

La stessa accusa mossa ora al carabiniere, ovvero quella di accesso abusivo a sistema informatico, ha portato a processo un quarantenne di Conegliano che avrebbe fatto l’hacker da casa nei confronti dell’azienda che lo ha licenziato. Obiettivo: “rubare” i dati sui clienti e mettersi in proprio. Dopo essere stato licenziato, l’ex dipendente si sarebbe introdotto nel server – protetto da rigide misure di sicurezza – della societàal fine di danneggiare gli ex datori di lavoro. Fatale, per il pirata informatico improvvisato, una clamorosa leggerezza: ha “forzato” il server dell’azienda dal proprio computer di casa, rendendo tracciabile l’ip (l’indirizzo del suo pc, in pratica) e quindi la sua identità.

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/04/10/news/guarda-la-banca-dati-carabiniere-nei-guai-1.13277537

Immagine  di repertorio

Condivisione

Lascia un commento