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Gradisca, l’ex caserma Gdf simbolo di spreco e degrado

C’è un edificio che meglio di altri, a Gradisca e nell’Isontino, bene incarna l’impotenza delle pubbliche amministrazioni nel prevenire situazioni di degrado. È l’ex caserma della Guardia di finanza di largo XI Bersaglieri. Un’autentica “cattedrale nel deserto” protagonista di una storia infinita e da tempo al centro del dibattito politico.

L’ex caserma delle Fiamme gialle fu acquisita a titolo gratuito dal demanio militare nel 2001 dall’amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Gianni Fabris. Pareva l’inizio di un percorso virtuoso e invece si è rivelato un piccolo incubo. Perché, per una crudele beffa del destino, il tetto dell’edificio iniziò a cedere appena pochi giorni dopo il passaggio al Comune di Gradisca. Che si è quindi ritrovato una bruttissima gatta da pelare.

La vista è sotto gli occhi di tutti: a tre lustri di distanza, l’ex caserma Gdf, in una posizione strategica e centralissima, è ancora un pugno nell’occhio nella gradevole cornice circostante, quella del parco del Castello. I cedimenti sono proseguiti inesorabili – fortunatamente senza danni a persone o altre cose – senza che nessuno vi abbia mai messo mano, se non qualche pietosa transenna a sconsigliare il passaggio ai più spregiudicati. Uno spettacolo desolante fra degrado, inciviltà e incuria, che ovviamente ha attratto nel tempo anche i soliti vandali e graffittari.

L’ipotesi di un’alienazione della caserma, pur di recuperare l’edificio (magari con vincolo commerciale) e fare cassa, era stata bocciata durante il primo mandato del sindaco Tommasini: a differenza di ciò che avvenne – per esempio – del Mercato coperto.

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