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Il giallo dei militari italiani suicidi Spunta il misterioso Alì afgano

VENEZIA Truffa militare pluriaggravata. Per fare luce sullo strano suicidio del capitano Marco Callegaro si parte (anche) da qui, da quei «reiterati artifici e raggiri» serviti a nascondere l’inganno di tre auto blindate che poi così blindate non erano.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti sei «alti ufficiali» delle nostre forze armate: il generale Giuseppe Rinaldi e il colonnello Sergio Walter Maria Li Greci (Aereonautica); i colonnelli Amedeo De Maio, Pasquale Napolitano e Ignazio Orgiù (Esercito), oltre al tenente colonnello Antonio Muscogiuri, che il 6 aprile – pochi giorni dopo aver ricevuto la notifica del provvedimento – è stato trovato senza vita, impiccato nel sottotetto del Comando truppe alpine di Bolzano.

Domani al tribunale militare di Roma si svolgerà l’udienza preliminare nei confronti dei restanti cinque ufficiali, che negli anni passati hanno avuto a che fare con il quartier generale del contingente italiano in Afghanistan.

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