GENERALE MORI: “POLITICI NON SANNO USARE I SERVIZI SEGRETI”

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Il perché è facilmente intuibile ma comunque lo spiega: “Il loro compito, oltre ad assicurare la sicurezza nazionale, consiste fondamentalmente nel facilitare la penetrazione italiana in contesti economici esterni ai confini nazionali”; l’intelligence, quindi, ha utilizzi preminentemente pratici e per far sì utilizza una struttura, agenti e vertici che si sono rodati negli anni, garantendo con l’esperienza sul campo il buon esito dei loro impieghi; “ma ad ogni cambio di governo, vengono cambiati gli uomini, non in base ad attitudini ed esperienza, ma in base al colore della maglia”.

Quindi, la lottizzazione politica può stravolgere, in buona sostanza, l’intelligence stessa.
E il generale spiega, con un semplice esempio, come invece funziona in altre Nazioni: “Eliza Manningham-Buller fu a capo dell’MI5, il security service inglese, dal 2002 al 2007; ella puntualizzò di non essere il direttore del servizio segreto di Tony Blair, bensì della Regina d’Inghilterra.”

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