Gasherbrum IV Morte Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano – Il racconto del collega

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La morte del  Caporal Maggiore Maurizio Giordano  avvenuta mentre era intento a scalare il monte Gasherburn IV, in Pakistan, raccontata dal collega di cordata Daniele Bernasconi. Il militare deceduto aveva preso parte ad una spedizione alpinistica della Sezione Militare Alta Montagna del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito.

L’incidente mortale è avvenuto a causa del crollo di un seracco durante la fase di discesa da 7000mt che non gli ha lasciato scampo.Il militare di soli 32 anni era in servizio presso il Centro Addestramento Alpino di Courmayeur (AO) e aveva preso parte alla spedizione con altri 4 alpinisti .

Daniele Bernasconi  al rientro in Italia ,ha raccontato a montagna.tv ciò che è accaduto sul Gasherbrum IV.“ Ve lo proponiamo di seguito:

Eravamo a circa 7000 metri, all’attacco della cresta salita dalla spedizione italiana nel ‘58. La nostra acclimatazione era già buona, abbiamo deciso di scendere perché c’era vento e faceva freddo anche se il cielo era abbastanza sereno. Abbiamo attrezzato un canale fissando una corda e Maurizio ha iniziato a scendere Non ho sentito scricchiolii, ma in fianco a me si è mossa una massa di ghiaccio di 10 forse 20 metri cubi che è precipitata su Maurizio, investendolo in pieno e trascinandolo in basso.

S’è strappato l’ancoraggio e la corda alla quale per fortuna non ero agganciato. Il volo è stato di 100 forse 150 metri, il posto non era brutto, avevamo paura che il crollo non fosse terminato, eravamo cauti, ma siamo scesi subito a vedere e capire le condizioni di Maurizio rendendoci conto della situazione irreparabile”.

Hervé (Barmasse, ndr), che era da quelle parti con gli sci, ci ha dato una bella mano, e con una slitta improvvisata abbiamo trascinato il corpo sul plateau fino a campo 1. Aspettavamo l’elicottero per il 12 ma nonostante il tempo fosse bellissimo i militari hanno rinviato il recupero. Il 13 sono arrivati, hanno sorvolato la zona e poi sono rientrati a Paju (lì c’è una importante base militare fissa nei pressi della fronte del ghiacciaio Baltoro, ndr) per fare rifornimento.

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Ci hanno fatto avere istruzioni sul recupero con una corda agganciata sotto l’elicottero. Poi alla fine, quando sono ritornati, hanno preferito atterrare e caricare il corpo sul sedile dietro dell’elicotteroL’hanno portato prima a Pajù, poi a Skardu e da lì con un aereo a Islamabad. Come sempre queste operazioni sono complesse e delicate, anche perche il Pakistan non è particolarmente attrezzato per queste evenienze ed è perfino difficile trovare bare adeguate” “Purtroppo il costo di queste operazioni di soccorso continua a essere elevato, attorno ai 20.000 dollari. Non discuto il costo e l’organizzazione che è nelle mani in esclusiva di una organizzazione di ex aviatori, ma gli alpinisti devono esserne consapevoli e provvedere a tutte le assicurazioni e garanzie, altrimenti le cose si complicano di molto”.



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