Forze armate sempre più vecchie. Contratti a tempo per ringiovanirle

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L’articolo che vi proponiamo oggi è intriso delle  intenzioni del governo sul futuro riassetto del personale delle FFAA .In verità sembra di assistere ad una replica di quello che accadde nel 2012, quando l’allora Ministro della Difesa Ammiraglio Giampaolo Di Paola si fece in quattro per far approvare in tempi record la legge 244/12  “Riforma dello Strumento Militare  e vi riuscì appena qualche giorno prima che venissero sciolte le camere . Con la 244/12 si provò ad anticipare la fuoriuscita del personale, ma tutte le proposte vennero bocciate in commissione parlamentare. Lo scorso anno il Ministro della Difesa Roberta Pinotti  sotto il mandato del Governo Renzi provò a dare il via nuovamente alla fuoriuscita anticipata del personale, ma la modifica all’art. 2209- septies A.R.Q. non portò a nulla ( almeno fino ad ora)

Ora lo Stesso Ministro della Difesa ci riprova, ma l’impresa è ardua. Le elezioni sono alle porte, questione di mesi nel peggiore dei casi, inoltre la “nuova tipologia” di contratto a tempo dovrebbe essere avviata entro qualche mese , altrimenti c’è il rischio che tutto il lavoro del libro bianco vada a finire inesorabilmente nelle mani del futuro governo.

A nostro modesto parere, sarebbe stato molto più semplice “facilitare” gli esodi del personale più anziano ed insistere su quella linea. Di leggi ce ne sono fin troppe, manca solo la loro applicazione.

Roma, 18 febbraio 2017 – Troppi, poco addestrati e soprattutto troppo anziani. È anche per ovviare ad alcuni dei difetti strutturali delle forze armate italiane – troppi uomini assunti a tempo determinato, il che fatalmente porta ad avere una età media elevata e una eccessiva percentuale di spesa per il personale (9 miliardi e 799 milioni per gli stipendi a fronte di 1.271 per l’esercizio e e 2.141 per gli investimenti) che penalizza le risorse per addestramento e armi – che il governo ha approvato nei giorni scorsi il disegno di legge delega previsto dal Libro Bianco.

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