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Forze armate: le soldatesse in missione fanno la differenza

Era soltanto il 2000, quando le prime donne varcarono l’ingresso delle Forze armate. Seppur in ritardo rispetto agli altri paesi europei, l’Italia si è però contraddistinta per la rapidità con cui le donne hanno avuto accesso ai vari ruoli e ai diversi gradi.

A parte pochissime specialità: per esempio, le soldatesse ancora non fanno parte delle forze  militari speciali. E se i numeri ci dicono che la presenza femminile all’interno delle Forze armate è ancora bassa, intorno al 5%, la grande affluenza di candidate per l’accesso alle Scuole Militari è il segnale che in futuro la percentuale è destinata a crescere.

Di certo, la presenza delle donne ha ampliato la capacità delle Forze armate di operare in contesti dove il contatto con la popolazione locale rappresenta un tratto essenziale della missione. Le soldatesse, insomma, sembrano determinanti per i processi di stabilizzazione e ricostruzione, che sono la quintessenza delle missioni militari a cui l’Italia è chiamata a partecipare.

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