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Forze armate: governo tenta blitz pre-elettorale. Ma il Cocer fa saltare il tavolo

Un blitz pre-elettorale per tentare di raggranellare qualche voto. La tecnica è sempre la stessa e i presunti beneficiari sempre le forze armate che, anche questa volta, il governo tenta di blandire regalando quattro spiccioli. Dopo anni di attesa per il rinnovo del contratto e a distanza di quasi 6 mesi dall’apertura del tavolo per la concertazione, adesso la maggioranza ha fretta di chiudere per provare a portare a casa un risultato in questa legislatura che, oltre le promesse, alle forze armate non ha dato molto altro.

Sul piede di guerra, infatti, i rappresentanti Cocer perchè, dopo la prima riunione tecnica dell’11 gennaio ci sarebbe stata la volontà del governo di concludere le procedure durante lo stesso tavolo. Dopo 9 anni di mancata concertazione, dunque, con problemi accumulati e necessità di chiarimenti sulle applicazioni dei vecchi contratti, il tutto si sarebbe dovuto concludere con una semplice riunione tecnica che, a conti fatti, continua a mortificare economicamente le forze armate.

Poca chiarezza su aumenti e contratti

Degli 800 milioni complessivi previsti per il Comparto Difesa/Sicurezza, il 90% sugli assegni fissi (metà sui parametri stipendiali e metà sull’indennità pensionabile) e il 10% sugli accessori individuati nel Fondo Efficienza. Mediamentel’incremento corrisponderebbe a circa 88 euro medi lordi. Leggi tutto, clicca QUI 

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